HomeTecnologiaPiù internet, meno tv: così cambiano le abitudini

Più internet, meno tv: così cambiano le abitudini

Resiste. Facendo muro contro la rete, contro lo schermo del pc che la incalza, aiutata dalle cene in famiglia e dal vecchio, comodo, divano: è la televisione. Anche lei sostenuta da schermi sempre piu’ piatti, dall’alta definizione, dai videoregistratori e dai decoder con parabole. Secondo l’ultimo rapporto Istat che esamina il possesso nelle famiglie italiane dei beni tecnologici, la televisione e’ diffusa nel 95,9 per cento delle famiglie seguita dal possesso del cellulare che cresce del 3% rispetto al 2006. Anche l’accesso ad Internet cresce dal 35,6 % al 38,8 del 2007.

Per le ricerche dell’Eurostat, l’ufficio statistico della Comunità Europea, sono stati esaminati i comportamenti delle persone tra i 16 ed i 64 anni e l’Italia si piazza al 18esimo posto con una penetrazione della rete del 54%. Ma quando si esaminano i dati di chi si collega alla rete si scopre che nel nostro paese lo fa il 42,3% degli uomini ed il 31,7% delle donne ed i dati crescono quando si parla dell’uso di personal computer.

Aumenta anche il numero di chi si collega frequentemente o tutti i giorni: più due punti, soprattutto tra i giovani tra i 15 ed i 19 anni. Probabilmente la ricerca volta a indagare l’uso delle tecnologie all’interno dei nuclei familiari non tiene conto del fatto che moltissime persone usano internet quotidianamente sul luogo di lavoro. Un dato allarmante e’ il divario tra Nord e Sud del paese. La diversa diffusione dei collegamenti ad internet cresce invece di diminuire, dall’ 8,6 al 12,6 %. Non se la cava bene l’internet senza fili, ma crescono l’uso del Voip e la banda larga. Per quanto riguarda le attività più gettonate in rete guida la posta elettronica seguita dalla ricerca di informazioni su merci e servizi. Ancora l’apprendimento,il turismo e l’informazione con la lettura di giornali, news e riviste. Crescono giochi on line, musica, filmati, radio e tv web.

Infine le abilità informatiche degli italiani: l’86 % sa lavorare sui file ma si passa al 28 quando si tratta di intervenire sul funzionamento del pc.

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