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Orme… di progressive in concerto a Ferrara

[oblo_image id=”1″]E’ proprio vero che la buona musica è immortale… Ferraracelebra dopo oltre un quarto di secolo di assenza uno dei gruppiitaliani più importanti in assoluto, fra i pochissimi ad essere statipionieri della nostra musica anche all’estero, in America inparticolare.

Peressere la prima volta che organizza un evento del genere, grazie ancheal patrocinio del comune, l’associazione culturale Impulsesart si èpresa una grossa soddisfazione.

Perchéuna sala Estense gremita in ogni ordine di posti ha tributato i giustionori al gruppo, che dal canto suo se li è meritati appieno sul campo enon vivendo di “fama” come molti loro illustri colleghi.

Tagliapietra& co., di certo ormai non propriamente di primo pelo, hanno datouna dimostrazione ancora una volta che suonare è una forma d’arte chenon si inventa: o hai dentro passione e tecnica oppure è meglio lasciarperdere.

Epoi ci sono i brani di una carriera infinita: già dall’inizio ilconcerto è entrato nel vivo con il loro biglietto da visita musicaleche è “Sguardo verso il cielo”, uno dei brani più belli del celebre“Collage” del 1971 e che mostra inconfondibile il loro marchio difabbrica: quel progressive dinamico intriso di variazioni e modulazionima mai sopra le righe, quello che ti prende dalla prima nota e che nonti stanca mai.

E’netta la differenza con le ultime composizioni, come ad esempio latrilogia “Il fiume-Elementi-L’infinito”, più cadenzata e intrisa diatmosfere cupe, quasi a sottolineare il grigiore e l’angoscia deinostri tempi.

Immancabilii classici “Gioco di bimba”, “Una dolcezza nuova”,”La porta chiusa”,“Collage”, “Era inverno” e “Cemento armato” così come una sintesidell’album concettuale “Felona e Sorona” che li ha consacratinell’olimpo di musicisti DOC del progressive italiano e non solo.

L’ideadell’esistenza di due pianeti, l’uno rappresentante le forze del bene el’altro quelle del male che sono strettamente connessi fra di loro èuno specchio dell’animo umano sempre sul filo della buona e dellacattiva strada…

Apartire dall’inizio di questo 2008, Le Orme sono tornati nella classicaformazione a tre, quella dei maggiori riscontri di successo a livellodiscografico (con la sola variante di Michele Bon alle tastiere alposto di Tony Pagliuca).

Conil suo caratteristico strumento a doppio manico basso/chitarra 12 cordee al bass pedal oltre che alla voce, Aldo Tagliapietra (uno dei dueleader storici della band) dimostra ancora oggi di tenere il palco concarisma e personalità. Peccato che in questa occasione non abbiasuonato anche il sitar.

Stessodiscorso per Michi Dei Rossi, uno dei più grandi batteristi italiani disempre, tecnica ed energia da vendere oltre ad una innata presenzascenica.

Devastante il lavoro di Michele Bon alle tastiere, organo hammond e guitar simulator.

Questoè un anno importante per Le Orme poiché a partire dal mese di maggiosarà in vendita il loro primo dvd ufficiale,”Live in Pennsylvania”,registrato dal vivo al prestigioso Nearfest di Bethlehem (USA) il 10luglio 2005.

Il dvd è corredato anche da due cd audio dello stesso concerto.

Ilpubblico ferrarese ha molto apprezzato la performance del trio veneto elo ha sottolineato con un interminabile applauso finale.

Moltobello l’atteggiamento della band, che a fine concerto è rimasta asalutare la gente che ha avvolto il proscenio, scambiando quattrochiacchiere e firmando autografi.

E in esclusiva per Oblò ecco una breve ma interessante intervista che Aldo Tagliapietra molto gentilmente ci ha rilasciato.

1.Le Orme e pochi altri gruppiriescono ancora a tenere alto il nome delprogressive italiano: come si riesce in questo dopo la crisi degli anni’80 e in un mercato discografico ormai rivolto solo verso tutto quelloche fa tendenza e porta denaro?

Peranni me la sono presa con i discografici accusandoli di ottusità,opportunismo, imprevidenza, ecc…. Ora ho capito che la colpa non èsolo loro.

[oblo_image id=”2″]Sonosolo dei piccoli uomini che cercano di conservare il loro posto dilavoro. Uomini senza fantasia, che non sanno trovare un’alternativaalla promozione delle radio. In questo, le radio la fanno da padrone,condizionando anche i “prodotti” discografici. Le radio non trasmettonomusica “impegnata”, non trasmettono musica con differenze di dinamica,quindi non trasmettono musica progressiva, ne’ jazz, ne’ musicaclassica, ecc….Trasmettono quello che la maggior parte della gentevuol sentire e in questa Era, la gente vuole “non pensare”. Forseperchè ci sono troppi problemi: sul lavoro, sull’economia, sullasicurezza, sull’inflazione, sulla scuola, sulla sanità, ecc…. Larealtà è che la società si sta imbarbarendo. Stiamo perdendo laraffinatezza, il gusto, la qualità delle cose e così anche dellamusica.

Fortunatamente esiste una parte di questa società che non vuole cadere così in basso e il popolo del Progressivo ne fa parte.

Noi dobbiamo ringraziare proprio questi “alieni” se siamo ancora on the road.

2.Lavostra esperienza live non si è quasi mai arrestata: oltre agliappassionati storici pensi che anche le nuove generazioni possanoapprezzare e amare la musica progressiva?

Come ho già detto, c’è uno zoccolo duro che vuole andare avanti e per poterlo fare, devono tornare indietro al Progressivo.

3.Che progetti avete nell’immediato futuro?

Stiamo facendo alcune date in alcuni teatri, poi inizierà il tour estivo, poi si vedrà…..

4.Oggii dischi vendono pochissimo: ma davvero è tutta colpa del downloadillegale? Quali soluzioni alternative avete adottato voi per ovviare alproblema?

Noncredo che sia colpa del download, ma della situazione “culturale”. Inaltre parole: negli anni 70 ci si comprava il vinile, lo si metteva sulgiradischi di un impianto stereo di alta qualità e si ascoltava lamusica in tutta la sua potenzialità sonora. Il nostro orecchio esigevala più alta qualità possibile.

Oggi,molti ragazzi non sono interessati alla qualità, si accontentano dimusica compressa da ascoltare mentre sono in macchina o mentre fannoaltre cose.

Personalmentenon sopporto l’MP3 e quando ascolto della musica, cerco di penetrarepiano piano nel cuore di chi la ha prodotta e cerco di scoprirne tuttii segreti.

5.Sei completamente soddisfatto della tua carriera di musicista o c’è ancora qualche sogno nel cassetto?

Sonoabbastanza soddisfatto della mia vita al di fuori della musica: lafamiglia, gli amici, ecc…..Della musica no; ho ancora tanto daimparare e ho ancora tanti sogni da realizzare. Uno di questi è ILVIAGGIO, il libro-cd che uscirà il 17 Maggio e che si potrà reperirevia internet attraverso il mio sito www.aldotagliapietra.it.

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