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Niente più niente al mondo al Nuovo di Napoli

[oblo_image id=”1″]Sarà in scena, da martedì 15 gennaio 2008 alle ore 21.00 (repliche fino al 20) al Nuovo Teatro Nuovo (Sala Assoli) lo spettacolo Niente più niente al mondo di Massimo Carlotto, uno dei maggiori esponenti europei del ‘noir mediterraneo’, con Tina Femiano, Milena Di Iorio, per la regia di Carlo Cerciello. Presentato da Associazione Altamarea, l’allestimento si avvale delle scene a cura di Roberto Crea, i costumi di Antonella Mancuso e le musiche originali di Paolo Coletta.

La trama di Niente più niente al mondo è, in sintesi, il racconto della realtà di una famiglia ‘normale’ alle prese con problemi economici e lavorativi, in cui la consapevolezza di una condizione di disagio, di difficoltà, prende il sopravvento, fino a distruggere lo stesso nucleo familiare. La tragedia delle tragedie si consuma, dunque, quasi a rafforzare l’idea che il disagio, economico e sociale, può spesso diventare causa di un’incomunicabilità, in grado di ledere le fondamenta di una famiglia.

Una donna di 50 anni, domestica a ore, fissa, in un disperato soliloquio-colloquio, la sua quotidianità sempre uguale in anni e anni di matrimonio, tra discount alimentari, televendite e un rapporto conflittuale con l’unica figlia ventenne. Ripone, infatti, in lei le proprie speranze di riscatto. La ragazza è carina. Potrebbe sfondare in televisione o nel cinema, se si cominciasse a muovere nella giusta direzione e desse retta alla madre.

Ma lei non è interessata a questo genere di vita. Ha scelto di lavorare come pony express e di indossare jeans, maglioni sformati, scarpe da ginnastica. Un assurdo spreco, intollerabile per chi, come la madre, è terrorizzata dall’avanzare della propria vecchiaia, senza nessuna sicurezza. La donna, infatti, non riesce più a far quadrare i conti.

Soldi non ce ne sono, o sono sicuramente troppo pochi rispetto a quelli delle famiglie bene, presso cui, settimana dopo settimana, va a lavorare. Troppo pochi rispetto alle ricche e serene vite virtuali pubblicizzate in televisione. Troppo pochi perfino per andare in vacanza.

[oblo_image id=”2″]La tragedia potrebbe essere evitata se la voce di questa donna trovasse ascolto, se i suoi pensieri non rimanessero ancorati ai modelli consumistici e se, da qualche parte, riuscisse a riconoscere un po’ d’amore. Non è così e il fato si compie.

La protagonista è una vittima del meccanismo in cui vive che, presa da un raptus, diviene carnefice, privandosi di una sua stessa ragione di vita. Vita che, peraltro, è segnata dall’ansia, dalla disperazione del sentirsi chiusi in una gabbia, dove il primo elemento assente, è la speranza di poterne uscire. La tensione per un’esistenza frustrante diviene, così, il motore per un atto di assoluta e disarmante violenza.

Niente, più niente al mondo denuncia il vuoto: non c’è affetto, non c’è tolleranza, non c’è speranza, non c’è lo Stato, non c’è più vita nell’Italietta ipocrita del falso benessere.

Una madre scoppia e uccide, ma è lei la vera colpevole del crimine compiuto?

Niente più niente al mondo, di Massimo Carlotto
Napoli, Nuovo Teatro Nuovo (Sala Assoli) – dal 15 al 20 gennaio 2008
Info e prenotazioni al numero 0814976267 email botteghino@nuovoteatronuovo.it
Inizio delle rappresentazioni ore 21.00 (feriali) e ore 18.00 (domenica)

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