Pubblicità
HomeTecnologiaMIA: si è accesa la prima "mediafacciata" d’Italia

MIA: si è accesa la prima “mediafacciata” d’Italia

[oblo_image id=”1″]Digitale terrestre, satellitare, internet? Roba del passato. La tv più sorprendente si accende ora sulla facciata di un palazzo. Si chiama MIA, acronimo di “Milano In Alto”: è la prima “mediafacciata” d’Italia, inaugurata lo scorso 19 dicembre in Piazza Duomo, nel cuore del capoluogo lombardo, sul Palazzo dell’Arengario, avvolto dai ponteggi che tra 30 mesi regaleranno alla città il Museo del Novecento.

Uno schermo interattivo a LED con una superficie di 487 mq, il più grande esistente in Europa: il nuovo media da primato arriva da UrbanScreen Spa, società costituita per l’ideazione, lo sviluppo e l’installazione di mediafacciate. Da Berlino a Londra, da Pechino a Manchester: le mediafacciate rappresentano un fenomeno inarrestabile nelle società contemporanee, afferma Giuseppe Biesuz, amministratore delegato di UrbanScreen. La nostra intenzione è offrire anche in Italia le infinite possibilità di utilizzo, molte delle quali ancora inesplorate, di un mezzo in grado di rivoluzionare il rapporto tra architettura urbana e persone, creando nuove forme di partecipazione sociale.

L’esperimento è destinato a non esaurirsi all’ombra della Madonnina: nuove realizzazioni, infatti, sono già in programma nelle principali città italiane. UrbanScreen ha investito nel progetto oltre 3 milioni di euro, che consentiranno, tra l’altro, l’utilizzo dell’innovativa tecnologia digitale Mediamesh: presentata in anteprima mondiale al 77° Salone Internazionale dell’Auto di Ginevra e nata dalla collaborazione con le tedesche AG4, azienda di design e architettura, e GDK Metal Fabrics, leader nella costruzione di tessuti di metallo, si tratta di un sistema di cablaggio che impiega i LED per trasformare la facciata di un normale palazzo in un’enorme pubblicità colorata.

Scopo della mediafacciata è creare un flusso continuo di comunicazione, aggiornabile costantemente in tempo reale mediante la tecnologia mobile. Lo schermo, inoltre, favorisce diverse forme di interazione con gli spettatori presenti nella piazza, recuperando il significato proprio del concetto di “spazio pubblico”, inteso come centro di aggregazione, incontro e confronto tra i cittadini. Il tutto, naturalmente, nel rispetto della quiete del luogo: lo schermo, infatti, è muto e la comunicazione avviene in forma scritta; ogni immagine rimane visibile per 30 secondi, consentendo al milione e mezzo di persone che ogni giorno attraversano Piazza Duomo una perfetta comprensione dei contenuti proposti, scelti con un occhio di riguardo ai bambini e alle differenze di cultura, religione e sensibilità.

Il palinsesto? Un 25%, gestito da Palazzo Marino, è dedicato alla comunicazione istituzionale, per informare i milanesi su quanto avviene in città. Dirige, invece, la restante programmazione, assai varia e basata su contenuti originali suddivisi in format di nuova generazione, un comitato scientifico creato ad hoc: tra le principali rubriche, Finestre sul Mondo, con le immagini dei migliori fotoreporter dell’agenzia Magnum/Contrasto, partner dell’iniziativa; Mi(My)Future, una vetrina sulle eccellenze e sulle trasformazioni in corso a Milano; Trend News, una panoramica a 360° sulle tendenze del costume e della società realizzata attraverso gli scatti di cool hunter sguinzagliati in diversi luoghi del mondo, in collaborazione con Future Concept Lab. Fotonotizie, reportage e approfondimenti, dunque; ma anche film: ogni domenica, alle 17, l’appuntamento è con i grandi classici del cinema muto (inizio il 3 febbraio con il primo episodio di Les Vampires di Louis Feillade, 1915).

RELATED ARTICLES
- Advertisment -

Most Popular

Recent Comments