L’orgoglio italiano in Europa ha un nome: Fiorentina

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[oblo_image id=”3″]Solitamente i titoli, anche quando non li meritano affatto, sono sempre per le stesse squadre. Ma quest’anno non si può non dare i giusti meriti a quanto di buono sta facendo la Fiorentina. E si estendono anche fuori dal campo.

Partiamo dall’ultima impresa: la qualificazione alle semifinali di coppa Uefa dando una lezione di calcio agli olandesi del PSV Eindhoven, annichilendoli in casa loro grazie a un gioco spumeggiante e una condizione atletica eccezionale. Dopo la solita precoce eliminazione dell’Inter, il fisiologico “anno sabbatico” del Milan e le buone prestazioni della Roma ma ancora non sufficienti per ambire a certi traguardi, la Fiorentina è l’unica squadra che è sopravvissuta a questo naufragio europeo delle italiane.

Un tempo la coppa Uefa aveva molta più importanza grazie alla presenza delle migliori squadre. Da quando hanno introdotto la nuova formula della coppa dei campioni è cambiato tutto. Ma proprio il non averla mai snobbata rende onore alla formazione di Prandelli, capace di onorare al meglio la sua partecipazione e allo stesso tempo rimanere ancora in lizza per uno dei posti che portano ai preliminari di champions league in campionato.

Dalle parate di Frey, passando per il metronomo di centrocampo Liverani, dalla tecnica e freschezza di Montolivo fino alle prodezze di un giocatore che solo poco tempo fa davano per finito a causa di alcuni problemi personali (Mutu), è stato un crescendo di gioco e risultati.

[oblo_image id=”2″]E se la “Viola” è una delle formazioni che giocano meglio, gran parte dei meriti si devono riconoscere al suo allenatore gentiluomo: serio e preparato, mai sopra le righe e sempre rispettoso degli avversari. Ma lo splendido anno della Fiorentina è arricchito da un comportamento senza macchia anche aldilà del fatto puramente sportivo: significativa la spontanea stretta di mano dopo la gara persa in casa contro l’Inter ai giocatori avversari e che ha convinto la lega calcio ad introdurre una sorta di terzo tempo (che purtroppo stenta a decollare perché la sana cultura sportiva in Italia è ancora un optional).

Chissà che i viola non riescano anche in un’ ultima impresa: quella di raggiungere la finale, sfidare il grande ex Luca Toni e di riportare i tifosi di tutte le squadre italiane a sostenere compatti una nostra rappresentante fuori dai confini nazionali.