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L’infinita passione di Fulvio Roiter a Milano

[oblo_image id=”1″]Paesaggi, ritratti, architetture e momenti di quotidianità; immagini classiche e altre inedite, di forte impatto emotivo e suggestionanti, in bianco e nero e a colori. Ecco cosa rappresentano, in sostanza, le opere esposte alla mostra allestita negli ambienti della Galleria Bel Vedere Fotografia di Milano, e aperta al pubblico fino al 3 febbraio.

Fotografie che ripercorrono particolari periodi storici e luoghi affascinanti (oltre che nei vari Paesi europei, Roiter ha soggiornato in Brasile, Messico, Libano, Iraq e Marocco) che Fulvio Roiter ha vissuto e osservato nel corso della sua lunga carriera; una carriera che trova i suoi esordi negli anni Cinquanta, con la pubblicazione di un libro in bianco e nero su Venezia, sua città natía, che fu il primo libro fotografico di un autore italiano. Da quel momento, un crescente successo l’ha portato ad essere riconosciuto come uno tra i migliori fotografi contemporanei (Indro Montanelli lo considerava il primo tra tutti), costantemente alla ricerca del soggetto “giusto”, del soggetto non banale, non privo di un significato latente. Sono le parole di Alberto Bevilacqua a sottolineare alla perfezione questo concetto: «Ritenerlo un fotografo illustratore è un insulto. Egli è un rabdomante e i rabdomanti non ubbidiscono alla logica: si arrestano, a mani tese, magari di fronte a un modesto cespuglio, ben sapendo che sotto si nasconde la vena sorgiva».

[oblo_image id=”5″]Insomma, nessuno scatto dell’artista veneziano puó essere definito “ordinario” o banale, neanche quelli realizzati per l’editoria, e quindi men che meno quelli presenti nella mostra Fulvio Roiter – Infinita passione (chiaro l’intento, già dal titolo, di dare rilievo a quella passione che tutt’ora permette a Roiter di proporre dei veri e propri capolavori fotografici). Cosí, una veduta delle Procuratie Nuove di Venezia diventa metafora della solitudine dell’uomo moderno, una gondola ripresa dall’alto è allegoria del viaggio della vita, e tre distinti greggi di pecore un’allusione alla disgregazione sociale: «Scrive versi con la macchina fotografica, Roiter. E, si sa, per un poeta vale, spesso, più un muro desolato di una basilica» (Bevilacqua).

Galleria Bel Vedere Fotografia

Fulvio Roiter – Infinita passione

Milano, 13 dicembre 2007 – 3 febbraio 2008

Martedi-domenica: 13,00-20,00

Ingresso libero

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