HomeCulturaArteLe trasformazioni di Roma nelle foto del Comune

Le trasformazioni di Roma nelle foto del Comune

[oblo_image id=”6″]La fotografia è un’arte che ha sempre coadiuvato l’informazione e il giornalismo nella descrizione di una notizia o di un avvenimento. Spesso, infatti, un’immagine riesce ad essere più eloquente delle parole ed è su di essa che inizialmente si focalizza l’attenzione dei lettori della carta stampata. La mostra “Vita in Comune – 1930/2007”, oltre a sottolineare i cambiamenti urbanistici e sociali della capitale nell’ultimo secolo, permette di ripercorrere e di riflettere sui fatti salienti della storia contemporanea italiana, collocando il passato nella prospettiva che gli compete, fuori da ogni indebita nostalgia.

[oblo_image id=”1″] Gli scatti servono in primo luogo ai romani per riscoprire le loro origini e quelle dei quartieri in cui vivono: nella sezione “Paesaggio urbano”, ad esempio, si nota una Via Cristoforo Colomboche negli anni ’50 sembra ancora una strada di campagna con le pecore che pascolano da un lato, sebbene l’avanzamento della modernità sia già stato segnato dalla costruzione di un gruppo di alti palazzi che si stagliano in lontananza. Lungotevere Flaminio, al contrario, appare in foto quasi uguale a com’è tuttora, se non fosse per un particolare non irrisorio: la mancanza del traffico e delle automobili parcheggiate.

[oblo_image id=”2″]Queste ultime, ad ogni modo, si moltiplicheranno velocemente negli anni del boom economico: ecco allora Piazza del Popolo trasformarsi nel 1960 in una zona di sosta (ora invece è una delle più belle isole pedonali del mondo) e la nascita di una nuova figura professionale, ovvero quella del vigile urbano. Egli, con il suo casco e la sua divisa bianchi, mentre si sbraccia per dirigere il traffico dalla pedana di Piazza Venezia, è rimasto nell’immaginario di molti a tal punto da diventare uno dei simboli della città stessa. A ciò ha contribuito senza dubbio il successo internazionale di un film in cui Alberto Sordi si cimenta nel nuovo ed impegnativo mestiere. Nella sezione “Visite e cerimonie” ritroviamo l’attore più amato dai romani anche in una foto più recente, che lo ritrae in Campidoglio insieme al sindaco Francesco Rutelli nel giorno del suo ottantesimo compleanno (15 Giugno 2000).

In questo settore dell’esposizione sono appunto raccolte immagini di divi, Capi di Stato, sindaci, re e regine, tutti in visita o parte integrante della storia della capitale. Accanto a Sordi, non poteva quindi mancare una immagine di Anna Magnani, l’attrice che ha esternato più di ogni altra l’anima di Roma nel dopoguerra. Qui però è immortalata in una maniera un po’ insolita, che non rispecchia il temperamento vulcanico e coraggioso per il quale la gente la ricorda: la sua espressione non risalta al massimo poiché ella è intenta a leggere alcune poesie di Trilussa durante una conferenza del 1951, e la pelliccia che indossa sembra allontanarla dall’ambiente neorealista a cui appartenevano le donne da lei incarnate sul grande schermo. Il medesimo discorso vale per la fotografia con Edoardo De Filippo: se a teatro, al cinema e nella vita di tutti i giorni vestiva come un qualsiasi popolano, nell’atto di ricevere un premio lo vediamo in abito grigio e cravatta. Chi ha ereditato di più la semplicità e la sintonia che gli interpreti sopraccitati avevano col proprio pubblico, è Carlo Verdone: in una foto del 1982 è alla serata di gala dei David di Donatello, dove ritira uno dei suoi primi riconoscimenti per il film “Borotalco” insieme alla bionda protagonista Eleonora Giorgi.

Desta ancora più curiosità lo scatto rubato sul set di “Vatican Story”, dove un sempre affascinante Gregory Peck veste i panni di un cardinale.

Per quanto riguarda i personaggi del mondo politico giunti in Campidoglio per motivi di rappresentanza, possiamo rivedere in un breve filmato, grazie al prezioso contributo di “Raiteche”, Carlo e Diana d’Inghilterra durante la loro visita nell’Aprile del 1985. Andando ancora più a ritroso nel tempo, nella collezione fotografica si ritrova pure un’altra celebre coppia reale: il principe Ranieri di Monaco insieme all’elegante consorte ed ex star del cinema Grace Kelly, mentre salgono la scalinata dei Musei Capitolini nel Novembre del 1959. Rimanendo in ambito istituzionale, segnano dei risultati importanti le foto di gruppo scattate in occasione della firma dei Trattati di Roma (1957) e della Costituzione Europea (2004).

[oblo_image id=”4″] La Storia del XX secolo, però, può essere ripercorsa non solo riguardando immagini dei fatti più significativi, ma anche constatando semplicemente i mutamenti di vita e di costume che hanno interessato tutti i cittadini. La sezione “Vita sociale” raccoglie appunto momenti di festa, di lavoro o di aggregazione in cui è stata direttamente coinvolta la collettività romana. Confrontando gli scatti del dopoguerra con quelli della seconda metà degli anni ’60, ad esempio, salta subito all’occhio l’evoluzione radicale della moda: se nel 1964, all’interno della Biblioteca di Via del Governo Vecchio, l’impiegata e un ragazzo sui vent’anni sono ancora abbigliati come degli adulti, già nel 1967 i ballerini del Piper(la famosa discoteca di Via Tagliamento dove ha esordito Patty Pravo), si presentano con abiti molto più pratici, giovanili e colorati. Nel periodo della contestazione cambiano pure i gusti musicali; gli hippies e i fan dei concerti rock sognano i grandi raduni simili a quelli americani di Woodstock, e intanto si accontentano di partecipare ai festival organizzati in maniera più spicciola a Villa Pamphili.

[oblo_image id=”3″]Le feste, comunque, non sono più come quelle polverose di una volta, legate a qualche processione religiosa (es. le prime edizioni della Festa di Noantri). Col passare degli anni, infatti, esse vengono pianificate e gestite in modo sempre più professionale, fino ad arrivare all’ottimo riscontro della Notte Bianca (2005), evento che si è svolto contemporaneamente in tutti i municipi della città, unendo il centro alla periferia. Il vasto patrimonio dell’Ufficio Stampa del Comune (500.000 documenti tra fotografie, diapositive, antiche lastre di vetro e negativi) dimostra infine l’unicità di Roma che, rispetto alle altre metropoli, pur con l’avvento del progresso non ha perso quella commistione di antico e moderno che la rende indimenticabile agli occhi dei turisti e che tutto il mondo le invidia.

Per maggiori informazioni sull’esposizione, consultare il catalogo edito da Gangemi.
Sede: Roma, Museo di Roma di Palazzo Braschi, P.zza S. Pantaleo 10
Periodo: dal 22 Aprile al 21 Settembre 2008
Orari: dal martedì alla domenica h. 9.00 – 19.00, chiuso il lunedì
Biglietti: Intero 8 Euro, ridotto 6 Euro
Informazioni: tel.060608 (tutti i giorni ore 9.00-22.30) www.museodiroma.it

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