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Le porcellane di Sèvres ai Musei Capitolini

[oblo_image id=”2″]Dopo aver esposto nel 2000 le opere della Manifattura di Sèvres del XIX secolo, ora sempre i Musei Capitolini offrono la possibilità di ammirare i capolavori della fabbrica del XX e del XXI secolo. Si tratta spesso di pezzi unici ed inediti, tutti comunque di gran valore e di alta qualità.

[oblo_image id=”3″]Le origini della ditta risalgono al 1740 quando, grazie all’appoggio della marchesa di Pompadour, viene fondata a Vincennes, in una torre del castello reale, un laboratorio di porcellana tenera. Nel decennio successivo, però, essa si specializzerà subito nella produzione del biscuit, ovvero un tipo di porcellana senza cristallina, senza decoro e rigorosamente bianca, facilmente distinguibile dalle realizzazioni policrome di un altro famoso stabilimento dell’epoca, situato a Meissen. Solo nel 1756, però, l’azienda, trasferendosi da Vincennes a Sèvres, prende il nome della città che la ospita. All’incirca nello stesso periodo, essa passa sotto il controllo diretto della corona e il suo stile, di conseguenza, si diffonde in tutta Europa. Un altro fortunato fatto per l’andamento della manifattura avviene nel 1768, quando due suoi ricercatori scoprono a Limoges il primo giacimento francese di caolino, elemento indispensabile per la porcellana dura, commercializzata a Sèvres dal 1770.

Ma il grande boom del marchio avviene alla fine dell’Ottocento: lo Stato addirittura provvede a costruire appositamente per l’istituzione un gruppo di edifici su 4 ettari del parco Saint-Cloud, dove fra l’altro essa si trova ancora oggi insieme al Museo Nazionale della Ceramica. Nel ventesimo secolo, Sèvres diventa una vera industria moderna, partecipando a mostre universali e internazionali (es. l’Exposition Universelle di Parigi del 1900 e l’Exposition internationale des arts decoratifs modernes del 1925).

[oblo_image id=”4″] Attualmente le opere dell’impresa sono firmate sia da artisti di fama mondiale sia da giovani apprendisti, che qui ricevono una adeguata formazione professionale. Tra i manufatti contemporanei più interessanti, che rimarranno di certo impressi nella mente dei visitatori della mostra, spiccano: il canapè in porcellana rossa La Boccadi Bertrand Lavier (progettato per il Louvre), la sensuale e cespugliosa scultura Odore di Femmina De Sèvres di Johan Creten, il centrotavola Ruines d’Egypte (composto da 17 elementi e lungo 573,5 cm) di Anne e Patrick Poirier con relativo disegno preparatorio, e la particolarissima installazione di 60 rose in biscuit di porcellana profumata, create per celebrare il 250° anniversario (1756-2006) di Sèvres.

[oblo_image id=”1″]Una sezione a parte, inoltre, è dedicata al designer italiano Ettore Sottsass, scomparso di recente, che ha ideato delle forme avanguardistiche per alcuni vasi, i quali finora non erano mai stati presentati in Italia.

Per uno studio approfondito sull’argomento, è disponibile il catalogo bilingue italiano-francese della Editions Courtes et Longues di Parigi, con testi di esperti e studiosi sulla lavorazione ceramica del Novecento, corredati da numerose immagini. Altrimenti, per comprendere meglio le varie fasi del processo creativo, è utile visionare anche il documentario divulgativo, la cui proiezione chiude in bellezza il percorso espositivo.

Titolo: “La conquista della Modernità- Sèvres 1920/2008”
Sede: Musei Capitolini, Piazza del Campidoglio 1, 00186 Roma;
Periodo: dal 12 Dicembre 2008 all’8 Marzo 2009 (Roma); dal 20 Marzo al 7 Giugno 2009 al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza;
Orario: dal martedì alla domenica ore 9.00- 20.00 (la biglietteria chiude alle 19.00), chiuso il lunedì.
Biglietto: Unico integrato (museo + mostra) 8,00 Euro intero e 6,00 Euro ridotto, gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente;
Informazioni: tel.060608 (tutti i giorni ore 9.00- 22.30)

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