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Le “brigantesse”. Tra amore e voglia di riscatto

[oblo_image id=”1″]Il brigantaggio non fu un fenomeno prettamente maschile. Decine di donne svolsero una funzione importante all’interno delle bande, abbracciando uno stile di vita che aveva il sapore del riscatto sociale. Al brigantaggio femminile è dedicata la mostra ‘Per forza o per amore. Volti e vite di brigantesse’, che sarà inaugurata mercoledì 5 dicembre alle ore 11.00 presso l’Ipogeo Real Casa Santa dell’Annunziata. L’esposizione, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, dal Laboratorio Antropologico per la comunicazione interculturale e il turismo dell’Università degli Studi di Salerno (Dipartimento di Scienze dell’Educazione) e dall’Associazione per l’Integrazione dei Saperi Antropologici, Filosofici, Letterari e Psicologici  ‘La rete’, sarà visibile fino al 23 dicembre. Alla presentazione della mostra seguirà mercoledì 12 dicembre (ore 9.00), nell’Antisala dei Baroni del Maschio Angioino, il convegno ‘Le brigantesse dell’Italia postunitaria’. Chiuderà il ciclo di iniziative volto ad indagare il mondo dei briganti e la sua componente femminile un recital di Otello Profazio dal titolo ‘A mia tutti mi chiamanu briganti‘, che si terra all’Ipogeo dell’Annunziata nei giorni 13 e 14 dicembre.

La mostra, articolata in tre sezioni (Volti e vite di brigantesse, La vita alla macchia, Rappresentazioni delle brigantesse nell’arte e nella letteratura) è il risultato conclusivo di un’intensa attività di ricerca, condotta tra archivi e lavoro sul terreno, che ha permesso di riportare alla luce una pagina non marginale della storia delle donne nell’Italia postunitaria. Attraverso l’attenta lettura dei documenti ospitati nelle sale dell’Archivio di Stato e dei tribunali dell’Italia unificata Domenico Scarfoglio, docente di Antropologia culturale presso l’Università di Salerno e responsabile del Laboratorio Antropologico, ha ricostruito le vicende esistenziali di alcune delle donne che, nel decennio immediatamente successivo all’unità d’Italia, decisero di imbracciare il fucile e darsi alla macchia. Scarfoglio ha ricostruito il profilo della brigantessa soffermandosi sulle motivazioni, ricavabili dalle carte dei processi, che spinsero un centinaio di donne del Sud Italia (questo all’incirca il numero di coloro che furono coinvolte nel fenomeno) a ‘sfidare’ l’autorità appena costituita. Per forza o per amore, queste le strade alternative scelte dalle brigantesse per giustificare dinnanzi agli inquirenti la loro ‘affiliazione’. Buona parte delle donne processate per brigantaggio si difendevano affermando di essere state catturate e quindi costrette con la forza a mettersi al servizio dei loro carcerieri. La maggioranza di loro però affermava di aver seguito uomini dei quali si erano innamorate e, più in generale, di aver assecondato il desiderio di una vita libera. Un’aspirazione che non lascia stupiti, se solo si considera la miseria nella quale erano costrette a condurre la loro esistenza.

Ipogeo Real Casa Santa dell’Annunziata – Napoli
Mostra ‘Per forza o per amore. Volti e vite di brigantesse’
Dal 5 al 23 dicembre 2007, orari: dal lunedì al sabato ore 9.00-19.00

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