L’altra faccia del rugby: come saper perdere

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[oblo_image id=”1″] Il meglio lo riserva il prologo. Perchè se dieci anni fa sarebbe stato impensabile anticipare una partita della più blasonata squadra di calcio per un’amichevole della nazionale di rugby, altrettanto sorprendente è vedere in un’arena del pallone 40.000 spettatori comportarsi da manuale del perfetto sportivo. Nessun coro becero, nessun fischio durante l’inno argentino, tifosi  che si godono tranquillamente la gara fianco a fianco con i sostenitori della squadra avversaria. Dovrebbe essere la norma nello sport. Non lo è quasi mai nei fatti. Merito senz’altro di una disciplina genuina che fa della lealtà un punto d’onore. Se non c’è rispetto dell’altro, non c’è rugby. Ma forse non basta questo a spiegare l’inversione di tendenza. Perchè molti di quelli che seguono il rugby con fairplay sono gli stessi che si trasformano in fanatici quando l’oggetto del contendere diviene un pallone sferico e l’insulto del rivale si eleva a primo dei piaceri. Come se un tifoso potesse decidere che lato mostrare di sè: rispettoso e leale in un caso, ottuso ed arrogante nell’altro. Magari èssolo un’illusione ma non costa nulla sperare che l’esempio dell’Olimpico di Torino illumini anche i più reticenti velocizzando l’apprendimento di quella cultura sportiva spesso reclamata solo a parole. 

E seguendo questo nuovo approccio, anche la sconfitta non degenera in dramma. Delusione sugli spalti, ma nessuna contestazione verso i giocatori azzurri. Anzi, applausi anche all’Argentina per riconoscere il valore degli avversari e la legittimità del risultato. A scusarsi è invece il capitano della nostra nazionale. Perchè come detto, la partita non è stata all’altezza della cornice di pubblico. Sergio Parisse non si nasconde: “Ci dispiace non aver ripagato l’accoglienza di Torino con una vittoria. C’erano i presupposti per ottenere un grande risultato ma ci è mancato qualcosa“. In effetti, in campo i pumas hanno fatto valere la loro maggiore esperienza internazionale. Hanno resistito alla sfuriata iniziale dei padroni di casa concludendo il primo tempo in vantaggio per 9-3 grazie alla precisione nei calci piazzati di Felipe Contepomi. Hanno dilagato nella ripresa grazie ad una meta firmata da Carballo dopo una splendida azione personale di Hernandez. Proprio allo scadere è arrivata anche la marcatura azzurra di Andrea Masi salutata dal boato del pubblico che ha fissato il punteggio sul definitivo 14-22.

Da un punto di vista tecnico, si è registrato un passo indietro rispetto alla sfida della settimana scorsa con l’Australia. Ma l’atmosfera dei test match 2008 rimane straordinaria con un entusiasmo contagiante. La tournee si chiude sabato contro i Pacific Islanders. Il pronostico sul risultato rimane incerto, che si tratterà di un’altra occasione di festa è una scommessa vinta in partenza.