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Il Newcastle fra austerity e Bin Laden!

[oblo_image id=”2″]Il calcio è lo sport degli eccessi da ormai molto tempo. L’esempio più lampante viene dall’Inghilterra, precisamente da Newcastle. Il patron dei cosiddetti Magpies ha prima investito montagne di euro per campagne acquisti folli e ora, così, di punto in bianco, ha deciso che è tempo di cambiare, dando inizio ad una severa politica di austerity. Se è normale e fisiologico l’aumento del prezzo dei biglietti di anno in anno (ma il 13% ci sembra esagerato), sicuramente singolare è il fatto che Martins e compagni, da quest’anno, dovranno provvedere in prima persona all’acquisto delle divise da gioco e di allenamento.

Per la verità il signor Ashley in poco più di un anno ha ripianato quasi tutti i 90 milioni di debiti della società investendo anche grosse somme nelle campagne acquisti. Perciò, almeno per ora, non intende spendere altro denaro. Congelati anche i rinnovi contrattuali e le operazioni per i nuovi acquisti. Il mercato sarà quindi prevalentemente in uscita e sarà mirato a ridurre il monte stipendi cedendo quei calciatori dagli ingaggi più onerosi (il Newcastle spende attualmente circa 100 [oblo_image id=”1″]milioni di euro a stagione per stipendi, quasi il 70% degli introiti annuali del club). Tra questi anche l’ex Pallone d’Oro Michael Owen che potrebbe seguire l’esempio di Emre e Rozenhal già partiti per Fenerbahce e Lazio.

Intanto in Inghilterra si vocifera di un’offerta d’acquisto del club da parte della Saudi Bin Laden Group, una multinazionale del settore edile con a capo Bakr Bin Laden. Il fratellastro di Osama sarebbe disposto a mettere sul piatto 300 milioni di sterline, circa 380 milioni di euro. Insomma, se quest’è l’inizio, qualora Bakr Bin Laden riuscisse nel proprio intento Martins e compagni non avranno dovranno certo pensare loro alle divise!
Fra i tifosi però, si è già diffuso un certo malcontento in quanto la famiglia Bin Laden è vista come un “gruppo di terroristi”. In realtà, la famiglia ha da molto tempo preso le distanze dal fondatore di Al-Qaeda e non avrebbe nemmeno grosse difficoltà a ottenere il nulla osta dal board della Premier, visto che, solo [oblo_image id=”3″]l’anno scorso, non ha impedito all’ex primo ministro thailandese Thaksin Shinawatra, sotto processo per corruzione e accusato di ripetute violazioni dei diritti umani, di far suo il Manchester City.

Il Newcaslte comunque sembra far gola a molti. In fila per il suo acquisto c’è anche l’Adia, un fondo sovrano degli Emirati Arabi. Insomma, le voci di un’imminente cessione sono sempre più frequenti. Chissà se Ashley venderà e a chi soprattutto. Dopo americani (Manchester Utd), russi (Chelsea) e tailandesi Manchester City), mancavano solo gli arabi in Premier!

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