HomeSpettacoloCinemaIl corpo al cinema fa di un limite una virtù

Il corpo al cinema fa di un limite una virtù

L’uso della visione cinematografica, quale risorsa per affrontare il tema della disabilità, trova un interessante momento di riflessione allo Spazio Oberdan di Milano, il prossimo 21 marzo. All’interno del progetto Cinema senza Barriere è stato infatti organizzato, in questa data, un seminario dal titolo Corpo offeso o Corpo Trasgressivo? La disabilità vitale e sorprendente nel cinema, nell’arte, nello sport. Sarà un’occasione per pensare insieme alle immagine e a come il corpo viene da esse rappresentato e costruito.

[oblo_image id=”1″]L’intervento di David Mitchell, professore di Disabilità e Sviluppo Umano alla Temple University di Philadelphia, e di Sharon Snyder, regista e ricercatrice presso l’Università dell’Illinois, guiderà i partecipanti a ripercorrere alcuni stereotipi negativi che molti film riproducono, soprattutto quello che legge la disabilità attraverso una categoria di isolamento fisico. I due studiosi mostreranno, quindi, come le barriere che spesso si creano attorno al corpo diverso hanno una natura mentale e sono una sedimentazione culturale che coinvolge l’intera organizzazione sociale.

Inoltre, anche l’immagine animata può comunicare in maniera formidabile questa direzione, offrendo modelli concettuali che infrangano certe assurde divisioni con il mondo dei disabili. E sarà Steve Harding Hill della Aardman Animation (Wallace & Gromith) ad illustrare come ciò sia possibile, presentando le sue Creature Discomforts, protagoniste di una campagna pubblicitaria a sostegno dell’associazione benefica Leonard Cheshire.

Un altro intervento di rilievo si concentrerà sulle ricerche dell’Istituto di Fisica Generale e Applicata dell’Università degli Studi Milano, in collaborazione con l’associazione AIACE (Associazione Italiana Amici Cinema d’Essai). Nicholas Ludwig e Thomas Pololi presenteranno, infatti, le ultime frontiere della Cinetermografia, ovvero una tecnica scientifica capace di misurare il calore corporeo degli spettatori, ovvero il loro stato emotivo.

Vi sarà inoltre la testimonianza di Maria Oshodi, sceneggiatrice e scrittrice non vedente, membro della prima associazione inglese di arti performative gestita da professionisti con tale disabilità, che esporrà l’efficacia dell’ “audio descrizione”, già molto affermata in Inghilterra e parlerà dell’esperienza di The Cast Party, grazie alla quale anche i portatori di handicap visivi si sono cimentati in una caccia al tesoro nonché interagito con le nuove tecnologie.

A concludere l’evento sarà una rassegna di documentari intitolata Viva la differenza!, per mostrare, ancora una volta, le risorse della diversità, intesa non come lontananza da una normalità ideale e giusta ma quale forma altra, alternativa, capace di veicolare quindi abilità altrettanto mirabili.

Sono previste:
– traduzione simultanea in cabina inglese/italiano/inglese
– traduzione LIS
– sottotitoli in italiano dei film lunghi e corti che verranno proiettati

Informazioni dettagliate sul seminario, i relatori ed il programma definitivo sono disponibili sui siti: www.provincia.milano.it e www.mostrainvideo.com.

Ingresso libero sino ad esaurimento posti.
E’consigliata la prenotazione: Tel. +39 02.76115394

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