HomeCulturaI Puffi compiono 50 anni e vanno in tour per l'Unicef

I Puffi compiono 50 anni e vanno in tour per l’Unicef

[oblo_image id=”1″]Hanno cinquant’anni ma non li dimostrano: i Puffi, gli omini blu ideati nel 1958 dalla fervida fantasia del fumettista belga Pierre Culliford, detto Peyo, compiono mezzo secolo. E da Bruxelles hanno preso il via i festeggiamenti per la specie immaginaria protagonista di racconti e cartoni di successo: nelle sale del Palais des Beaux Arts è stata presentata la tournée Happy Smurfday (Smurf è il nome originario dei Puffi) organizzata su iniziativa degli eredi di Peyo, detentori assoluti dei diritti delle 99, poi 101, creature blu in calzamaglia bianca. Una partenza in grande stile, con tanto di scenografie “Made in Puffolandia”, luce rigorosamente blu, video, ospiti, decine di bambini travestiti da Puffi e l’immancabile stregone cattivo Gargamella.

Il compleanno degli omini blu comunque è occasione per un revival ma anche per annunci. E’ in arrivo la nuova serie del cartone, ha esordito l’ad del gruppo, Handrik Coysman, limitandosi però a fornire solo poche anticipazioni. Innanzitutto, non solo Puffetta: nei nuovi episodi ci saranno più “quote rosa”, ha detto l’ad. E’ atteso anche un “restiling” del tradizionale villaggio, il tutto da realizzare con il ricorso alle nuove tecnologie digitali. Per saperne di più bisognerà però attendere i prossimi mesi. Il road show che toccherà diverse città, è organizzato in collaborazione con l’Unicef a cui andranno parte dei proventi.

Alti tre mele, i puffi vivono nell’età medievale, dentro funghi in un bosco europeo. Essi incarnano ciascuno una diversa inclinazione della natura umana: tra gli altri, c’è Pittore, Burlone, Brontolone, Forzuto e poi il pedante Quattr’occhi, l’anziano e saggio capo villaggio, Grande Puffo, e la corteggiata Puffetta. Mio padre – spiega Thierry Culliford è sempre stato affascinato dalle creature dei boschi, dalle miniature e dall’epoca medievale.

[oblo_image id=”2″]Tra le altre attività in programma per quest’anno, gli stand in 15 paesi dove i più piccini potranno scatenare la fantasia colorando dei puffi di colore bianco, giochi on line, gadget, mostre e persino la stampa a Bruxelles e in Belgio di una serie speciali di francobolli. Tradotte in 25 lingue, arabo incluso, per un totale di 25 milioni di lettori, le storie dei Puffi risalgono a quando Peyo era autore di una striscia a fumetti su “Le Journal du Spirou” chiamata “John & Solfami”. Il primo film d’animazione risale al 1967: in bianco e nero, 90 minuti di durata, con il titolo Le avventure dei Puffi, ma non ebbe molta fortuna. Nel 1976 fu realizzato un nuovo adattamento, Il flauto a sei Puffi. Il vero successo è però arrivato nel 1981 quando la tv americana Nbc cominciò a trasmettere i cartoni prodotti dalla Hanna & Barbera Production.

[oblo_image id=”3″]E sui personaggi cari ai bambini di tutto il mondo non sono mancate interpretazioni ideologiche di ogni genere, che gli eredi tengono a respingere. Secondo alcune teorie, come e’ stato raccontato anche nell’avvio delle celebrazioni a Bruxelles, il villaggio dei Puffi rispecchierebbe l’ordinamento di una comunità comunista basata sulla condivisione delle risorse e il Grande Puffo con il suo vestito rosso e la lunga barba bianca rimanderebbe al comunismo e a Karl Marx, mentre il cattivo Gargamella che vorrebbe trasformarli in oro incarnerebbe il capitalismo. Secondo una “teoria” più recente invece, i Puffi sarebbero i saggi, cristiani e biancovestiti, della “Nuova Atlantide” di Francesco Bacone.

Speculazioni a parte, bastano alcune cifre per stupire: i Puffi con 500 modelli per statuette detengono il record mondiale, 40 milioni le copie della colonna sonora vendute, 272 gli episodi andati in onda. Se volessimo vedere queste puntate tutte insieme ci vorrebbero 17 giorni per 8 ore al di’.

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