Hellboy, una storia “bestiale” a tutti gli effetti

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Hellboy II: The Golden Army
Di Guillermo del Toro
USA, 2008
Nomination: migliori effetti speciali

Onore al merito, anche se non è proprio uno di quei film che uno si aspetta di vedere tra i nominati all’Oscar. Eppure, se vogliamo restare nell’ambito ristretto, ma non trascurabile, degli effetti speciali (per cui sarà candidato alla statuetta) “Hellboy II: the Golden Army” fa la sua figura. Una grossa figura.

E c’è da dire che non era semplice portare sullo schermo l’universo ideato dal disegnatore Mike Mignola: diavoli con le corna tagliate, esseri anfibi, elfi, bestie varie. Il tutto ben “frullato” dal regista Guillermo del Toro, che dopo i tre Oscar vinti con il Labirinto del Fauno ha deciso di darsi all’impresa impossibile: travasare il suo talento visionario in un soggetto commerciale facendone qualcosa di “nuovo” e consistente.

Paradossalmente, il trucco gli riesce (e bene) per il motivo opposto. Perché Hellboy ha il grande merito di non prendersi troppo sul serio. Con la giusta dose di ironia, le avventure di Red, Liz e Abe diventano uno spettacolo pirotecnico in puro stile “fuochi d’artificio”, con quel pizzico di profondità in più nei personaggi che non guasta mai. Amori “bestiali”, sotto tutti i punti di vista. Sarà che il carattere “freak” al protagonista Ron Perlman viene decisamente naturale: alzi la mano chi ha visto Il Nome della Rosa con Sean Connery e non si ricorda della parlantina da Torre di Babele di Salvatore…

In conclusione, un bel biglietto da visita per il regista, attualmente impegnato con Peter Jackson in Nuova Zelanda nella realizzazione de Lo Hobbit, prequel della saga del Signore degli Anelli. Nell’attesa che l’allievo superi il maestro.