Senatore Garavaglia, a che punto è con la raccolta delle firme per la candidatura. Il congresso della Lega è questo fine settimana e ne servono ottanta da quattro regioni distinte. Ce la farà a competere con Matteo Salvini?
“Stamattina ne mancavano cinque, adesso mi pare tre”.
Quindi l’obiettivo minimo è praticamente raggiunto. E le regioni quali sono? Tiriamo a indovinare?
“No, non mi appoggiano solo i delegati del nord, del settentrione, le firme stanno arrivando da tutta Italia, la mia candidatura non è una cosa ‘nordista’. Ho il via libera da più di quattro regioni, e non si tratta solo delle regioni della ex Padania, diciamo, arrivano anche dal centro-sud. Un certo stereotipo già cade”.
Quindi a parte sorprese dell’ultima ora, domenica al MiCo di Milano il partito sceglierà tra lei e Salvini.
“Già scalare questa montagna è tanta roba, perché sono partito tardi. L’obiettivo vero, più che quello delle percentuali che potrò raccogliere tra i votanti, è quello di dare voce ai tanti che quando vai a fare la spesa ti dicono ‘dai fate qualcosa per ridare un po’ di entusiasmo alla Lega’, è questo che mi interessa, più dei voti che incasserò”.
E’ per questo che si è candidato al Congresso?
“Le mie sono le istanze di tutti, non è una questione personale. Io non ho niente di personale, è una candidatura ‘per’ e non ‘contro qualcuno’. E poi io non ho ambizioni particolari, la mia è una candidatura per discutere di politica. Diciamo che la mia scelta di correre ha un po’ sparigliato e ha riportato in campo più voci, ecco, più voci che altrimenti rischiavano di rimanere o inascoltate o polvere sotto il tappeto”.
Si aspetta ora un appoggio in chiaro dai governatori, da Zaia, dagli altri ‘nordisti’ al Congresso?
E’ evidente che io parto da quelle che sono le istanze dei governatori. A me è sempre piaciuta l’idea di Zaia, di questa Lega federale, sindacato dei territori, che poi è quello che abbiamo nello statuto, quindi però diciamo rinnovata con vigore. Diciamo che il congresso è proprio la sede giusta dove discutere di questo”.
E Giorgetti? Si candiderà alle prossime elezioni?
“Questo non lo so, sono scelte che si faranno. Ma lo dico come centrodestra, non come Lega, che la figura di Giorgetti va ben oltre, è una figura di garanzia per tutto il centrodestra”.
Tornando al Congresso Salvini l’attende al varco, anzi ha detto di essere contento di avere uno sfidante. Vi siete sentiti?
“Salvini viene talmente poco in Aula… . Non ci siamo incrociati e quindi non l’ho sentito. Penso che ci vedremo direttamente al Congresso”.
Vannacci invece non è più nel partito e quindi non sarà al congresso, era il suo vicesegretario.
“Se ci fosse stato ancora Vannacci non so neanche se partecipavo al congresso, avrei scelto di passare altrove il fine settimana. La discussione del partito, in quella sede, probabilmente avrebbe preso una piega che non sarebbe stata neanche interessante”.
Cosa si aspetta faccia la Lega dopo questo congresso?
“La cosa che va fatta comunque è un bell’allargamento, una bella unione, per arrivare più forti e uniti alle elezioni politiche, poi un bel congresso con tutti i militanti. Questo secondo me è quello che sarebbe auspicabile dopo il voto”.
Un patto tra tutte le anime della Lega per arrivare il più possibile compatti al voto?
“Adesso ci saranno le elezioni e questa è una cosa chiaramente vicina, bisogna arrivarci uniti, con meno scossoni possibili e poi, a mio avviso, è il momento di un vero coinvolgimento dei militanti”.
A quel punto la sfida per la leadership potrebbe avere un carattere diverso, potrebbe non essere scontata…
“A quel punto vinca il migliore, come sempre…”.