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Premio per la Cultura Mediterranea 2026: i vincitori della XX edizione a Cosenza

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Vent’anni di cultura mediterranea si sono celebrati al Teatro Alfonso Rendano di Cosenza il 16 ottobre, con la cerimonia di premiazione della XX edizione del Premio per la Cultura Mediterranea, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania. Otto i riconoscimenti assegnati a studiosi, scrittori, giornalisti e traduttori che hanno contribuito alla conoscenza delle culture del bacino mediterraneo.

Il premio per la sezione Società Civile è andato a Nicolò Govoni, attivista per i diritti umani e fondatore di Still I Rise. La biologa molecolare Antonella Fioravanti ha ricevuto il riconoscimento per le Scienze dell’Uomo, mentre la giornalista e divulgatrice scientifica Barbara Gallavotti si è aggiudicata il premio per la Cultura dell’Informazione. Per la sezione Traduzione, la palma è andata a Yasmina Mélaouah, traduttrice dal francese.

I premi per la narrativa

La sezione Narrativa ha premiato Gli antropologi di Ayşegül Savaş, pubblicato da Gramma Feltrinelli. Il premio Narrativa Giovani, assegnato da una giuria scolastica composta da oltre trecento studenti di dieci istituti calabresi e lucani, è andato a Malanima di Rosita Manuguerra, edito da Feltrinelli.

Il Premio Speciale della Giuria per la Narrativa ha riconosciuto Il mio cuore libero, la forza di una madre di Gaza di Majd al-Assar, scrittrice e giornalista palestinese, pubblicato da Garzanti. Durante la serata, al-Assar ha portato la sua testimonianza in collegamento diretto dalla Striscia di Gaza, dando voce al racconto del libro: quello di una madre che cerca di proteggere i propri figli e preservare, anche nell’orrore della guerra, uno spazio per la vita e la speranza.

Il Premio Speciale della Fondazione Carical è andato a Marco Lavalle, scienziato nato a Tricarico, in provincia di Matera, oggi al NASA Jet Propulsion Laboratory dove guida un gruppo tecnico specializzato nell’ingegneria dei sistemi radar e nell’osservazione della Terra.

La cerimonia e il tema dell’intelligenza artificiale

La serata, condotta dalla giornalista del Tg1 Maria Gabriella Capparelli, si è sviluppata attorno al tema dell’intelligenza artificiale. Momenti di confronto con i vincitori si sono alternati a performance di parole, musica e danza ideate dal regista Stefano Bellu, direttore organizzativo della manifestazione. Gli spettacoli hanno attinto alla tradizione fantascientifica — a partire da Isaac Asimov — immaginando un futuro governato da un’intelligenza artificiale superiore chiamata Elhian.

Ospite d’onore in collegamento da Parigi, lo scrittore Tahar Ben Jelloun, vincitore del premio nella prima edizione insieme ad Amos Oz, ha offerto riflessioni sul ruolo della cultura e sul dovere di educare i giovani ai valori del rispetto e della tolleranza.

Da vent’anni la cerimonia rappresenta la punta di diamante delle iniziative culturali della nostra Fondazione. Di anno in anno abbiamo affrontato le sfide con cui si confronta tutta l’umanità: le migrazioni, la guerra e la pace, i cambiamenti climatici e, quest’anno, l’intelligenza artificiale, ha dichiarato Giovanni Pensabene, presidente della Fondazione Carical.

Vent’anni fa, quando fondai questo Premio, il successo era una speranza. Oggi possiamo dire che l’obiettivo è stato raggiunto, ha affermato Mario Bozzo, fondatore e presidente del Premio. La nostra iniziativa ha conquistato uno spazio di credibilità ed è riconosciuta come uno degli eventi culturali più importanti del Paese.

La giuria internazionale

I vincitori sono stati selezionati da una giuria internazionale presieduta dallo stesso Bozzo e composta da accademici e professionisti della cultura mediterranea: tra gli altri, la scrittrice Felicita Cinnante, lo scrittore e critico letterario Arnaldo Colasanti, l’ispanista e traduttore Paolo Collo e la scrittrice e giornalista Karima Moual, insieme a docenti universitari di letteratura persiana, francese, spagnola e turca.

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