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Filippo Graziani, il nuovo album ‘Verso Casa’: “Da figlio sono diventato padre”

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Per quasi dieci anni Filippo Graziani non ha sentito il bisogno di fare un disco. Poi è nato suo figlio Ludovico e qualcosa è cambiato. “Da figlio sono diventato padre, e questo cambia il modo in cui guardi la tua vita”, racconta pochi giorni prima di salire sul palco del Teatro Ariston di Sanremo, dove ha ricevuto la Targa Tenco per la produzione dell’album ’80 Buon Compleanno Ivan’. ‘Verso Casa’, il suo nuovo album di inediti pubblicato da Inri Records, e disponibile dal 23 ottobre sulle piattaforme digitali e in vinile, parte dalla paternità ma racchiude anche l’infanzia e l’adolescenza di Graziani, la provincia, i primi anni a Milano, le relazioni, gli amici persi per strada, i miti adolescenziali e la musica con cui è cresciuto. E c’è Ivan Graziani, il padre, presenza musicale inevitabile dopo quindici anni passati da Filippo a cantare e suonare il suo repertorio sui palchi. “Verso Casa’ nasce da una voglia ritrovata di comunicare con il mondo. Per quasi dieci anni non avevo sentito davvero la necessità di fare un disco: non trovavo il modo giusto per esprimere quello che volevo dire, o forse quello che volevo dire non mi sembrava abbastanza necessario”, spiega Filippo.  

La nascita di Ludovico gli ha fatto guardare anche alla propria infanzia. “Nel disco c’è molto di quello che mi è successo finora, di quello che mi ha lasciato il bene, il bello e anche il brutto. Racconto un momento della vita che sento di essermi lasciato alle spalle, provando però a capire che cosa mi ha insegnato e che cosa continua ancora a muovere” sottolinea ancora il cantautore. Il titolo ‘Verso Casa’ tiene insieme questi luoghi e queste persone ma anche il repertorio di Ivan. “Negli ultimi 15 anni ho suonato moltissimo le canzoni di mio padre, forse più di quanto le abbia suonate lui stesso – sottolinea -. Le ho attraversate sera dopo sera, le ho cantate, risuonate, smontate e rimesse addosso”. Un repertorio che negli anni è entrato nel suo modo di scrivere. “Non è un disco su Ivan ma è un disco che non avrebbe potuto esistere senza tutto quello che, negli anni, ho imparato attraversando la sua musica”. 

Musicalmente, Graziani guarda soprattutto alla musica americana degli anni Settanta: Bob Dylan, Allman Brothers, The Band, Neil Young, Little Feat, Jim Croce. Il disco è nato in sala prove, suonando. L’impianto dei brani è stato registrato dal vivo, poi sono state aggiunte voci e chitarre. “Cercavamo una grana artigianale, vera, anche un po’ vintage, che tenesse insieme tutto il disco. Volevo che si sentissero gli strumenti, il respiro, la materia della band” racconta Graziani, che ha suonato anche tutte le batterie dell’album, con un approccio che definisce non accademico ma legato al feeling e al linguaggio dei brani. Ad aprire la tracklist è ‘Selvaggio’, il pezzo più autobiografico. Graziani torna all’infanzia e all’adolescenza della sua generazione, cresciuta senza telefoni e senza connessione permanente. “La connessione si creava quando uscivi di casa e incontravi davvero le persone”, osserva. Il ricordo di quel periodo si lega anche al figlio: “Scrivendo questa canzone mi sono reso conto di che cosa mi manca di quel periodo e di che cosa, in qualche modo, mi piacerebbe potesse vivere anche mio figlio”. 

 

‘Lambrate’ racconta invece i primi anni a Milano, quelli dei vent’anni, quando la grande città coincide con appartamenti piccoli e una vita ancora provvisoria. Musicalmente il brano prende la strada del rock and roll e del boogie, con riferimenti ai Little Feat e ai Rolling Stones. “Una particolarità del brano è che ci sono due batterie che si muovono insieme”, racconta Graziani. In ‘Ragazzi Perduti’ la provincia degli anni Novanta diventa lo scenario di una storia semi-biografica: due ragazzi crescono insieme, poi uno dei due prende una strada segnata dalla droga e dalla deriva. “Quella provincia poteva davvero ammazzarti, soprattutto se non avevi gli strumenti per capire quello che ti succedeva dentro. Non esisteva l’educazione emotiva, non c’era un linguaggio per dire certe cose” dice il cantautore. Il titolo mette insieme Peter Pan e ‘The Lost Boys’, due riferimenti dell’adolescenza dell’artista. ‘Povero Me’, primo estratto del disco, nasce invece durante un ingorgo e racconta una storia di desiderio e fughe dalla realtà, tra ironia e malinconia. ‘Silvia’ torna all’adolescenza e alla prima cotta non ricambiata. Per il suono, Graziani si rifà a Jim Croce e ai cantautori folk americani, puntando su una forma acustica essenziale. 

C’è poi ‘Panico (Punk77)’, che parte dalla figura di Danny, ragazzo ribelle e mito scolastico, per interrogarsi su cosa rimanga, da adulti, delle persone che da adolescenti sembravano irraggiungibili. “Mi interessava raccontare come persino la ribellione, quando la riguardi da adulto, possa diventare una forma di malinconia” spiega Graziani. Il brano è uno dei più rock dell’album, con un ritornello corale e un finale in cui le chitarre prendono spazio. Il pezzo più legato alla paternità è ‘Nella musica’, dedicato a Ludovico. “Gli ho scritto quello che forse avrei voluto sentirmi dire anch’io – evidenzia Graziani -. Una canzone può diventare anche questo: un messaggio che resta, una specie di promessa, qualcosa a cui tornare nei momenti in cui se ne sente il bisogno”. È una canzone acustica, vicina alla tradizione country, costruita intorno alla voce e al racconto. 

La presenza di Ivan torna infine in ‘Le tre chiavi’, brano inedito scritto dal padre e inserito esclusivamente nel formato fisico. Graziani lo ha recuperato dopo aver ritrovato un’intervista in cui Ivan raccontava la scena da cui era partita la canzone: due cani che combattono per strada a Milano, uno con il collare e uno randagio. Il padrone è il ‘regista’, il cane con il collare l’esecutore, il randagio la vittima. Fino all’imprevisto che cambia il corso delle cose. “Dentro il percorso del disco, ‘Le tre chiavi’ diventa anche un punto di contatto diretto con lui. Non è un omaggio messo lì per nostalgia”, dice Filippo. Il brano chiude la versione fisica di un album nel quale il repertorio del padre entra accanto a canzoni che raccontano invece la vita del figlio. ‘Verso Casa’ sarà presentato dal vivo con ‘Casa Graziani – Stanze Acustiche’, sei appuntamenti tra novembre e dicembre. Il progetto porterà le nuove canzoni nella loro forma più essenziale, prima del ‘Casa Graziani Tour’, con una formazione elettrica completa. In entrambi i casi il nuovo repertorio sarà affiancato dalle canzoni di Ivan Graziani. 

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