HomeSpettacoloDue dozzine di rose scarlatte: "Prima" ad Urbino

Due dozzine di rose scarlatte: “Prima” ad Urbino

Martedì 29 e mercoledì 30 gennaio debutta in prima nazionale al Teatro Sanzio di Urbino Due dozzine di rose scarlatte di Aldo De Benedetti per la regia di Marco Rampoldi e l’interpretazione di Alfredo Minutoli, Claudio Moneta, Roberta Petrozzi e Daniela Fabello.

L’appuntamento è inserito all’interno del cartellone teatrale promosso dal Comune di Urbino (Assessorato Cultura e Turismo) e dall’Amat, enti che collaborano alla produzione di Due dozzine di rose scarlatte accanto alla compagnia Canora.

Lui, lei, l’altro. Il più classico dei triangoli costituisce la spina dorsale dello spettacolo. Marco Rampoldi, giovane regista formatosi con grandi maestri come Giorgio Strehler e Luca Ronconi, restituisce al testo – piccolo capolavoro, mirabile per intreccio, linguaggio, teatralità e costruzione dei personaggi – la freschezza e il delicato profumo del passato.

[oblo_image id=”1″]La vicenda teatrale ed umana di Aldo De Benedetti è emblematica, come poche altre, della storia politica e culturale del nostro paese negli ultimi cinquant’anni. Autore fortunatissimo, e anzi ormai vero e proprio caposcuola del teatro degli anni Trenta, proprio nel momento più fortunato della sua attività, quando il successo trionfale di Due dozzine di rose scarlatte gli aveva aperto la strada dei palcoscenici stranieri più prestigiosi, fu costretto al silenzio dalle leggi razziali. Il suo nome scomparve dai nostri cartelloni, ed egli, senza firmare, si dedicò alle sceneggiature cinematografiche, collaborando con Blasetti e De Sica. Finita la guerra e sopravvissuto all’olocausto, ritornò al teatro con una commedia singolarmente amara e premonitrice: Lo sbaglio di essere vivo. Fu infallibile profeta. Le persecuzioni subite come ebreo non lo salvarono dalle insidie dei tanti uomini di spettacolo che ritenevano necessario cancellare definitivamente il miglior teatro brillante degli anni Trenta. Per essi De Benedetti, che di questo teatro era considerato il simbolo, non doveva avere più alcun ruolo da svolgere nella nuova realtà democratica del nostro paese.

Scrive Marco Rampoldi nelle note allo spettacolo: “Proprio perché profondamente radicata nella drammaturgia degli anni Trenta, Due dozzine di rose scarlatte diventa la prova tangibile di come questo repertorio sia ancora vivo, attuale, e meriti di essere presente sui nostri palcoscenici molto più di quanto non avvenga. Ancor più se, come nel nostro caso, si punta ad un allestimento sincero, che ne rispetti a fondo gli aspetti basilari, lo spirito, senza mai cadere negli stereotipi di una maniera che dai palcoscenici si è riversata sugli schermi televisivi, e da lì ne è ritornata patinata e privata di reale vitalità. Un allestimento che non ha paura di porsi fra gli obbiettivi principali il divertimento del pubblico, senza falsi ideologismi, e con il coraggio, al giorno d’oggi sempre più raro, di rivolgere alla vita uno sguardo sorridente”.

Rappresentazioni:

spettacolo in scena a
Urbino: 29 e 30 gennaio 2008
Treia (MC): 31 gennaio
Osimo (AN): 6 febbraio
Camerino (MC): 7 febbraio
Ascoli Piceno: 8, 9 e 10 febbraio

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