Doping e Atletica leggera, l’ennesima squalifica

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Ancora brutte notizie ci giungono dagli Stati Uniti riferite al mondo dell’Atletica leggera, dopo il caso Marion Jones (vedi news del 13 dicembre Marion Jones l’epilogo di una triste storia).

Secondo una cronista del Washington Post, il campione olimpico dei 100 metri, l’americano Justin Gatlin, è stato squalificato per 4 anni dalla corte d’arbitrato della Federazione statunitense di Atletica, non potendo quindi difendere la medaglia d’oro conquistata ad Atene nel 2004.

[oblo_image id=”1″]Il famoso velocista fu trovato positivo a un controllo antidoping nell’aprile del 2006, dopo una gara di staffetta 4 x 100 in Kansas; successivamente, il 12 maggio stabilì addirittura il record del mondo dei 100 metri con 9’’77. Dopo la notizia della sua positività però, naturalmente il record fu subito cancellato e da allora tutto è cambiato. Moltissime ombre si sono addensate su tutte le sue vittorie (sia alle Olimpiadi che ai Mondiali) e le polemiche di certo non sono mancate.

Gatlin infatti è recidivo. Già nel 2001 risultò positivo ai controlli (furono trovati dei metaboliti di anfetamine nelle sue urine) e fu squalificato per un anno. Ma se in quel caso si difese affermando che quelle sostanze gli erano state prescritte anni prima per combattere dei problemi di difficoltà nella concentrazione che aveva fin da bambino, questa volta i suoi tentativi di giustificarsi sono apparsi assai deboli di fronte agli intransigenti giudici sportivi statunitensi. L’allenatore di Gatlin all’epoca dei fatti è infatti proprio quel Trevor Graham che fece esplodere lo scandalo Balco e che è già stato implicato in faccende di doping con altri atleti (Marion Jones in primis); un condanna mite nei confronti di Gatlin sarebbe stata incomprensibile, soprattutto se lui avesse potuto partecipare alle Olimpiadi di Pechino, l’evento del rilancio per tutta l’Atletica mondiale.

Ora è possibile che il velocista si appelli in ultima istanza al tribunale d’arbitrato sportivo (Tas) del CIO a Losanna, ma sconti di pena o assoluzioni appaiono decisamente improbabili.