HomeCulturaBuono, pulito, giusto: il gusto sposa l'ambiente

Buono, pulito, giusto: il gusto sposa l’ambiente

[oblo_image id=”1″] Si sta per alzare il sipario su Terra Madre e sul Salone Internazionale del Gusto: i grandi eventi che allieteranno l’Ottobre torinese. L’obiettivo è di integrare le due rassegne ispirate a valori comuni su realtà globali sensibilizzando sia gli enti pubblici che i singoli sulla necessità di ripensare al cibo come occasione di incontro tra culture diverse nel rispetto dell’ambiente. La metafora utilizzata è quella di un albero: il Salone del Gusto rappresenta i rami e i frutti, Terra Madre costituisce le radici.  Come è stato sottolineato da Roberto Burdese, presidente di Slow Food, “il Salone del Gusto vuole potenziare le proprie finalità educative. Il 48% degli spazi verrà dedicato a percorsi didattici che si propongono di insegnare ai visitatori di ogni età come attuare anche tra le mura domestiche il leitmotiv Buono, Pulito, Giusto”. Buono perchè il cibo è un piacere, pulito perchè il rispetto dell’ambiente è un must, giusto perchè nessun passaggio della catena può prevedere lo sfruttamento di chi produce. Una manifestazione che si inserisce in un momento dove il clima e la natura sono tornati ad essere al centro delle polemiche. L’assessore Andrea Bairati puntualizza come le manifestazioni si avvicineranno all’impatto zero. Sono stati presi tutti gli accorgimenti affinchè il Salone fosse un esempio virtuoso per mostrare come la qualità possa essere anche economica per l’ambiente e per il portafoglio. Design sistemico, addirittura 133 isole per la raccolta rifiuti, punti informativi dove si possono consultare le tabelle relative ai costi delle proposte per migliorare la qualità anche nei contesti difficili. L’offerta per i visitatori è quanto mai ampia: 133 laboratori del gusto, 161 presidi italiani e 96 esteri di Slow Food, 153 Paesi coinvolti per Terra Madre soltanto per snocciolare alcune cifre. Ma l’obiettivo è di prendere per mano il pubblico in un percorso che non appaghi solo il palato. Ci saranno spazi musicali per far meglio apprezzare culture geograficamente remote, incontri con autori, seminari in un caleidoscopio di colori e profumi. Promuovere cambiamenti drastici sia a livello individuale che collettivo per garantire una globalizzazione intelligente: quella che non cerca l’omologazione ma il rispetto per gli altri e per la tradizione. Ricordando che tutto può essere fatto senza rinunce. Cibo e ambiente possono essere i pilastri di un modello di vita alternativo. E non sono parole retoriche. Ora però è necessario che tutti raccolgano il messaggio.

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