HomeSpettacoloCinemaBari, un avvio nel nome del figliol prodigo Rubini

Bari, un avvio nel nome del figliol prodigo Rubini

Partenza col botto di ritorno. È toccato a Sergio Rubini, pugliese doc anche se ormai da anni transfuga per l’Italia cinematografica, inaugurare ieri la prima edizione (anzi, l’edizione n° 0) del Festival “Per il Cinema Italiano” – ItaliaFilmFest curato da Felice Laudadio e promosso da Regione Puglia, Apulia film Commission e Comune di Bari che coinvolgerà ecine di location tra Bari, Mola di Bari e Lecce fino a sabato 17 gennaio.

[oblo_image id=”1″]“Sono andato via dalla Puglia non perchè la provincia mi stesse stretta ma perchè al mio paese non potevo fare quello che avevo in mente di fare. Ma quando sogno, sogno il mio paese, Grumo, e vivo la Puglia come teatro di posa di un sogno” ha detto Rubini introducendo la “lezione di cinema” che ha preceduto la proiezione del suo film “La terra”. “Io metto nei miei film tutta la Puglia – ha continuato Rubini nel dialogo con il pubblico e con Oscar Iarussi, presidente di Apulia film Commission – il luogo dove mi sono formato e dove sono successe le cose più importanti della mia vita. Ma con la Puglia ho un rapporto dialettico, conflittuale, come tutti i rapporti d’amore. Per esempio andrebbe cambiata nei pugliesi l’abitudine che io chiamo ‘iniezione letalè, il continuo ridimensionamento cioè di qualsiasi ambizione, sogno, in un totale appiattimento, quasi un’iniezione letale”. Ad uno spettatore che gli chiedeva se non si sentisse in colpa nel presentare realtà in negativo, Rubini ha detto di avere “un’idea tragica del sud”. “Non posso pensare ad un futuro dove si mantengono le cose belle del sud – ha continuato – e si cancellino le cose sgradevoli. Il sud non è una scenografia dove tutto è bello e perfetto. È un modo di essere, non possiamo sbarazzarci dei nostri luoghi fisici e cerebrali. Siamo la nostra memoria”.

Ottimista Laudadio, che cede volentieri all’orgoglio. “Non si tratta solo di un festival con una selezione di pellicole inedite in concorso, ma di un omaggio al cinema italiano: si presenta come un grande mosaico che include al suo interno molte altre iniziative orientate ad esaltare la creatività, il potenziale, i talenti della nostra cinematografia in tutti i suoi comparti”. E i numeri sembrano dare ragione al patron: grande affluenza in ogni luogo destinato alla rassegna, non solo alla lezione di cinema di Sergio Rubini, dove c’era gente in coda sin dalle prime ore della mattina. Tutto esaurito anche a Santa Teresa dei Maschi, dove lo sceneggiatore Giorgio Arlorio ha raccontato “come si scrive il cinema”. Grande successo soprattutto tra i giovani per il seminario sull’Essere attori tenuto alla Camera di commercio dalla casting director Barbara Giordani, e per il seminario sulla critica cinematografica al Fortino Sant’Antonio tenuto da Bruno Torri.

E come volevasi dimostrare, i cinesi hanno già deciso di accaparrarsi l’idea. Il Festival avrà infatti in tarda primavera una «replica» a Pechino organizzata dall’Istituto italiano di Cultura in Cina, diretto da Barbara Alighiero, che ha proposto un accordo in questo senso al direttore artistico Felice Laudadio. Alcuni film italiani prescelti fra quelli premiati nella serata del 17 gennaio al Kursaal Santalucia saranno proiettati con sottotitoli in cinese sugli schermi di Pechino, accompagnati dai loro autori che si incontreranno con gli spettatori della capitale della Repubblica popolare. La direttrice dell’Istituto Barbara Alighiero è già al lavoro per assicurare sponsor italiani e internazionali all’edizione cinese del festival barese che approda così su uno dei più grandi e ricettivi – anche dal punto di vista cinematografico – mercati del mondo. In nome della reciprocità commerciale, le autorità cinesi hanno richiesto che un certo numero di film made in China venga presentato a Roma alla Casa del Cinema, diretta da Laudadio, con la partecipazione dei più qualificati distributori italiani. La Cina? È vicina.

Per quanto riguarda il programma di domani 13 gennaio appuntamento alle 11 con la lezione di cinema di Laura Morante, alla Casa del Cinema Kursaal Santalucia. Tra i documentari in concorso “Sogno di una morte di mezza estate” di Pippo Mezzapesa e “Cimap! 100 italiani matti a Pechino” di Giovanni Piperno. In serata (cinema Galleria ore 21.30) l’anteprima internazionale del film “The Doubt” di John Patrick Shanley con Maryl Streep e Philip Seymour Hoffman. Prima della proiezione, il direttore del Corriere del Mezzogiorno Maddalena Tulanti consegnerà a Laura Morante il premio per l’eccellenza artistica.

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