HomeSpettacoloCinemaBari, la "giornata particolare" di Ettore Scola

Bari, la “giornata particolare” di Ettore Scola

Se non rischiassimo il plagio, potremmo definirla una “giornata particolare” quella di oggi all’ItaliaFilmFest di Felice Laudadio. Rischio decisamente alto, visto che l’ospite d’onore della mattinata di Lezioni di cinema era proprio Ettore Scola, che ha voluto concludere di persona la retrospettiva di 20 film, tra cui il capolavoro con Sophia Loren e Marcello Mastroianni e altri (chi non l’avesse visto, se lo vada a ripescare anche se è del 1977), dedicatagli dalla rassegna pugliese.

[oblo_image id=”1″]Un pezzo di storia del cinema italiano che a dispetto della volontà di non fare più film “anche andarsene è un modo di collaborare, non ci si deve intestardire con l’età e bisogna lasciare con la speranza che molti continuino”, ha dimostrato di avere ancora un sacco di energie nel vivace confronto con il patron Laudadio. Nel corso della lezione, seguita alla proiezione del film “La terrazza”, Scola ha raccontato numerosi episodi della lavorazione dei suoi film, spiegando perché, per esempio, “Una giornata particolare” sia priva di musica. “Armando Trovajoli, collaboratore di sempre, aveva preparato alcuni temi belli, ma alla fine mi sembrò che la prepotenza della voce trionfalistica alla radio dovesse essere il motivo conduttore”.

Una punta di malinconia nelle parole di Scola appare quando lui, acuto osservatore della realtà italiana degli ultimi 50 anni, parla del passato e del presente. «Provo un po’ di amarezza a rivedere film vecchi, non perché certi film non invecchiano, ma perchè ci rendiamo conto che tanti temi affrontati restano attuali perché insoluti, come l’intellettuale depresso che si lamenta, ma non riesce mai a incidere su nulla, o l’uomo che non prende mai posizione». Caustico, poi, quando passa a parlare dei fondi che il governo dedica alla cultura. «Ai partiti non interessa incidere sul cinema, influenzarlo, forse preferiscono la televisione – dice Scola Il cinema ha sempre dato fastidio ai partiti, al potere: addirittura io penso che i tagli che il governo, o meglio il ministro dell’economia, sta facendo alla cultura provocheranno la morte del cinema”. E chissà se è un caso che a premiare Scola, stasera al Multisala Galleria di Bari dopo la proiezione del suo “La Famiglia”, sia proprio il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, che ha fin dall’inizio supportato il progetto del festival barese.

Metà Festival (e anche di più) è passato, e già si può fare un primo bilancio di quest’edizione numero uno, anzi “Zero”. Sale affollatissime, centinaia di giovani in coda per acquistare biglietti e massiccia partecipazione non solo ai seminari mattutini ma anche a tutti gli eventi speciali in programmazione nei diversi luoghi della città e della provincia (da Monopoli, a Mola di Bari a Palese Santo Spirito). “La prima impressione và al di là di ogni previsione – secondo Laudadio tanto che stiamo già lavorando al progetto e alle date dell’edizione dell’anno prossimo. Il Kursaal Santalucia deve diventare la Casa del Cinema dei baresi, e per tutto l’anno, perché lo straordinario pubblico di Bari merita una struttura permanente per gli eventi, un cantiere sempre in fermento e con lavori in corso”.

Detto questo, non si può dire che l’idea del festival mosaico non sia riuscita. Tra gli altri appuntamenti, per omaggiare anche chi di Scola è stato maestro, segnaliamo la mostra fotografica ‘L’attimo neorealista. Fotogrammi 1941-1952’ allestita nella sala cinematografica ‘Il Piccolo Cinemà, a Santo Spirito. L’esposizione è dedicata al Neorealismo e all’approfondimento delle opere che hanno fatto la storia del cinema italiano. La mostra, allestita in collaborazione con la Apulia Film Commission, è visitabile fino al 17 gennaio (dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 22, ingresso libero).

Domani, vigilia di verdetti. La giuria di Michele Placido continua a lavorare alacremente per scegliere il miglior film italiano del 2008, ma nel frattempo la macchina della rassegna non diminuisce i giri. Proprio Placido domani terrà banco (e visto il personaggio, c’è proprio da aspettarlo) per il ciclo delle lezioni di cinema al Kursaal Santalucia, mentre alle 17.15 al Galleria appuntamento con una delle vere chicche del Festival: la proiezione della copia restaurata di “La rosa di Bagdad”, il primo film italiano d’animazione a colori datato 1949. Un capolavoro di poesia e delicatezza inventiva che si intreccia con la storia del Fascismo, con le vicende della guerra in Italia, col mondo della pubblicità e del cartone animato. Per chi non ha ancora perso la voglia di sognare.

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