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Africa-Bari: un viaggio lungo il tempo di un film

[oblo_image id=”2″]Balafon film festival, è il nome dell’evento che da 17 anni traghetta a Bari la cultura africana, veicolata da film di registi che hanno sapientemente raccontato il loro paese, un’Africa dai mille volti e dalla cultura che conserva sapienza e miti antichi come il mondo.

Conosciamo storie, altrimenti mai raccontate, grazie all’impegno di chi ha adottato e fatto crescere quest’incontro, come lo storico organizzatore: Koblan Bonaventure Amissah, il quale ha voluto dedicare quest’edizione ad un pioniere del cinema africano, il regista senegalese Ousmane Sembène, scomparso lo scorso giugno. L’incontro di quest’anno, ricco di proiezioni, seminari, incontri con gli autori, riserva anche un omaggio a Michel Ocelot, regista francese cresciuto in Guinea, conosciuto dal pubblico occidentale per i sui film d’animazione che hanno come protagonista il piccolo Kirikù, alle cui storie fa da sfondo il paesaggio della Guinea con i suoi animali.

Dopo la presentazione del suo film Azur e Azmar, il 30 novembre verrà insignito di una targa, per il suo impegno come ambasciatore per l’infanzia e la pace nel mediterraneo.

Approda inoltre al festival, ed è una grande novità, il Libano che vuole palesare attraverso il cinema, il suo impegno di rivalsa dagli amari conflitti che lo affliggono. Partendo dalla triste consapevolezza che quella africana è una cultura perennemente “in viaggio”, a causa di una diaspora che vede migliaia di uomini partire, mescolarsi ad altrettante migliaia di uomini diversi, e che così poco sanno di loro, con quest’incontro si conoscerà l’Africa attraverso parole e immagini che le sono proprie, come una “zona franca” dove si fonderanno magistralmente cultura, cinema, tolleranza e rispetto per l’altro.

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