Adorabili amici: la finzione dell’amicizia al Manzoni

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[oblo_image id=”1″]Una commedia drammatica. Non si tratta solo di un ossimoro, ma del significato racchiuso in Adorabili Amici, pièce teatrale in questi giorni in scena al Teatro Manzoni di Milano. Chi di noi può vantare di avere solo amici che ci stimino, rispettino e soprattutto non sparlino alle nostre spalle, magari pensando di esprimere critiche che sono vere e proprie diffamazioni, ma per il nostro bene?

[oblo_image id=”2″]E’ il tema dello spettacolo scritto da Carole Greep, diretto da Patrick Rossi Gastaldi e interpretato con maestria e vera efficacia da Laura Lattuada, Ettore Bassi, Alessandra Raichi e Massimiliano Vado, volti noti del teatro e della televisione.

Sul palco, del sempre elegante e raffinato, teatro milanese si è avuta occasione di assistere ad una rappresentazione esilarante, incalzante e che ha trattenuto il pubblico in sala portandolo con ironia e disincanto, ma senza mai mettere da parte il buon umore, ad affrontare una tematica insolita per il teatro.

[oblo_image id=”3″]In una casa di campagna, a causa di una conversazione che sarebbe dovuta rimanere privata, due coppie affrontano, senza risparmiarsi alcun colpo basso, la verità del loro rapporto d’amicizia. Una guerra senza tregua, prima giocatasui toni dell’ipocrisia, poi dell’aggressione quasi fisica, per arrivare all’indifferenza e infine alla rottura.

Una commedia quindi che mette in scena certi meccanismi caratteriali che caratterizzano purtroppo spesso e volentieri, i rapporti di interazione tra gli esseri umani; come sottolinea il regista dello spettacolo:si tratta di dinamiche che spesso si muovono su una costruzione e ricostruzione continua di affinità e aggressione”.

[oblo_image id=”4″]La scena è il soggiorno di una casa di campagna. L’atmosfera è fintamente allegra e colorata. Fuori piove e ciò che più attira l’attenzione è la diversità dello stile di vita e della modo di porsi delle due coppie: una raffinata e glamour, l’altra alternativa e intellettuale. Differenze che vengono di fatto vissute dai protagonisti come una minaccia insopportabile e pericolosa.

Il finale forse raccapricciante, in apparenza disilluso e malinconico, sembra invece esprimere una sensazione di liberazione. Come dire: “Dai nemici mi guardi Dio, che agli amici ci penso io”.

Al Teatro Manzoni, (via Manzoni 42): dal 7 ottobre al 2 novembre 2008
Orari: feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30
Biglietto: Poltronissima € 30,00 da martedì a venerdì – € 32,00 sabato e domenica
Poltrona € 20,00 da martedì a venerdì – € 22,00 sabato e domenica
Sito internet: www.teatromanzoni.it