Due indagini separate da cinque secoli, un omicidio e una melodia capace di attraversare il tempo. È l’intreccio al centro di “L’Antagonista. Il demone di Poveglia” (342 pagine, 19 euro),il thriller soprannaturale di Luca Arnaù e Valentino Meynet, pubblicato da Mursia.
La storia si sviluppa tra la Venezia del 1525 e l’isola di Poveglia nel 2025. Nel primo piano temporale, l’avogador Adonai Contarini viene chiamato a indagare su un omicidio. Cinquecento anni dopo, l’ispettore Riccardo Tersiveri si trova ad affrontare un nuovo caso, destinato a riportare alla luce tracce di un passato mai del tutto sepolto.
A collegare le due vicende è anche la musica. La melodia di un antico carillon ricompare nel corso della narrazione, diventando uno degli elementi centrali dell’indagine e del mistero che lega le due epoche. Poveglia non è soltanto lo scenario degli eventi, ma una presenza determinante nel racconto. Gli edifici abbandonati, il passato dell’isola e le leggende che ne alimentano l’immaginario contribuiscono a costruire l’atmosfera del romanzo, che intreccia giallo storico, horror e suggestioni soprannaturali. La narrazione alterna i due piani temporali, facendo convergere progressivamente indizi e personaggi in una trama in cui il passato torna a interrogare il presente.