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Turning Time Around: Seconda Soluzione inaugura a Torino con una mostra che sfida il tempo dell’arte

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Una nuova galleria torinese ha aperto i battenti con una domanda precisa: cosa succede quando opere di generazioni diverse vengono sottratte alla loro collocazione temporale e rimesse in relazione? È questa la scommessa di Seconda Soluzione, spazio fondato dal gallerista Riccardo Costantini insieme a due soci appassionati d’arte, che ha inaugurato il 23 ottobre scorso in via Luigi Mercantini 5 con la mostra Turning Time Around, visitabile fino al 23 gennaio 2027.

Il titolo è preso in prestito da una traccia dell’album Ecstasy di Lou Reed. Non è una scelta casuale: suggerisce l’operazione al centro del progetto, ovvero cambiare direzione allo sguardo e mettere in discussione la percezione del tempo nell’arte. Non per riscrivere la storia secondo un nuovo ordine cronologico, ma per verificare cosa accade quando opere di epoche diverse entrano in dialogo.

Maestri del Novecento e artisti contemporanei a confronto

La mostra, curata dallo stesso Costantini, mette in dialogo alcuni protagonisti della ricerca italiana della seconda metà del Novecento con artisti di generazioni successive. Tra i nomi storici figurano Enrico Castellani, Gino De Dominicis, Giorgio Griffa e Mario Schifano, insieme a Vincenzo Agnetti, Rodolfo Aricò, Pier Paolo Calzolari, Gianni Colombo, Marco Gastini, Emilio Isgrò e Gianni Piacentino. A dialogare con loro, artisti come Piergiorgio Colone, Nicola Ponzio, Saverio Todaro e altri ricercatori del panorama contemporaneo.

L’esposizione non costruisce una sequenza né una genealogia. Le opere vengono piuttosto collocate all’interno di un campo di relazioni, nel quale caratteristiche formali, concettuali e linguistiche determinano prossimità e distanze. Temi come la costruzione dello spazio, il rapporto fra immagine e linguaggio, il gesto, la materia e il ruolo dello spettatore assumono significati differenti a seconda del contesto storico e culturale in cui vengono affrontati.

La contemporaneità, in questa prospettiva, non è solo una condizione temporale. È anche una condizione dello sguardo.

Il nome, la storia e il progetto parallelo

Seconda Soluzione prende liberamente ispirazione da Seconda soluzione di immortalità (Universo senza istruzioni per l’uso) di Gino De Dominicis, di cui un’opera è presente nella mostra inaugurale. Un riferimento che non definisce un programma monografico, ma suggerisce un atteggiamento: tornare sulle cose, osservarle da un’altra angolazione, aprire nuove possibilità di interpretazione.

Il progetto si inserisce nell’evoluzione del percorso professionale di Costantini, iniziato a Milano nella galleria di famiglia Il Torchio e proseguito a Torino con la Riccardo Costantini Contemporary. Un segnale anticipatore era già emerso con Achronos, uno degli ultimi progetti espositivi di quella galleria.

Alla sede espositiva di via Luigi Mercantini si affiancherà Seconda Soluzione Project, in via Menabrea 1: uno spazio dedicato alla ricerca e al talent scouting, pensato per accogliere progetti site specific, giovani artisti, presentazioni di libri e incontri legati all’arte e alla cultura. Una programmazione più sperimentale che affiancherà l’attività espositiva principale.

Aperture straordinarie per la Art Week torinese

La galleria aderisce all’associazione TAG – Torino Art Galleries e partecipa alle iniziative promosse in occasione della Art Week torinese, in programma dal 30 ottobre al 1° novembre in concomitanza con la fiera internazionale Artissima.

Sono previste due aperture straordinarie. L’Art Coffee Breakfast si svolge venerdì 30, sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre dalle 10 alle 12. La TAG Art Night — la notte delle arti contemporanee — è in programma sabato 31 ottobre dalle 19 alle 23.

La galleria è aperta da martedì a sabato dalle 15 alle 19:30, o su appuntamento. Informazioni su www.secondasoluzione.it.

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