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Non Dimenticarmi di Ferruccio Ascari: la memoria degli anni di piombo arriva alla Biblioteca Nazionale di Torino

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Centotrentasette nomi incisi su steli di ferro arrugginito, con campane a vento in cima che suonano come voci di chi non c’è più. Non Dimenticarmi, l’installazione ambientale di Ferruccio Ascari inaugurata il 12 dicembre 2025 in piazza Fontana a Milano, arriva ora a Torino in forma di mostra itinerante. Dal 27 ottobre al 28 novembre 2026, la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino ospita modellini e bozzetti originali dell’opera, accompagnati dai quotidiani dell’epoca conservati negli archivi della stessa istituzione.

La mostra fa parte della Torino Art Week e si tiene nell’Atrio e nella Sala mostre Juvarra. L’ingresso è gratuito, senza prenotazione.

Un monumento contro l’oblio: le 136 vittime e il 137° nome

L’opera di Ascari riporta i nomi delle 136 vittime delle stragi della strategia della tensione: da piazza Fontana nel 1969 al Treno Freccia del Sud nel 1970, da Peteano nel 1972 alla Questura di Milano nel 1973, dal Treno Italicus al massacro di piazza della Loggia a Brescia nel 1974, fino alla stazione di Bologna nel 1980. A questi si aggiunge un 137° nome: quello di Giuseppe Pinelli, il ferroviere anarchico ingiustamente accusato della strage di piazza Fontana, precipitato dal quarto piano della Questura di Milano nella notte tra il 15 e il 16 dicembre 1969.

Otto gruppi di steli in ferro, ciascuno sormontato da una campana a vento. Il suono non è decorativo: è la funzione stessa dell’opera. Non come un monumento commemorativo, ma come un dispositivo per attivare la memoria collettiva, uno strumento per contrastare la forza dissolutrice dell’oblio, spiega l’artista.

La ruggine che ricopre il ferro è una scelta deliberata. Avrei potuto mitigarne la brutalità verniciando il ferro. Ma ho scelto di non farlo. Fintanto che non verrà il giorno in cui sarà, con chiarezza, riconosciuta la responsabilità degli apparati deviati dello Stato in quelle stragi, quella ruggine non sarà rimossa dal ferro di cui è fatta quest’opera e la nostra memoria, afferma Ascari.

Bozzetti e quotidiani: il percorso espositivo alla Nazionale

La mostra torinese non espone l’installazione nella sua forma definitiva, ma ne racconta la genesi attraverso i modellini e i bozzetti originali. Accanto a questi, i quotidiani dell’epoca conservati dalla Biblioteca Nazionale Universitaria ricostruiscono il contesto storico in cui le stragi avvennero, offrendo al visitatore una doppia chiave di lettura: quella artistica e quella documentaria.

La direttrice Marzia Dina Pontone sottolinea la vocazione civile dell’iniziativa: La mostra accompagna i visitatori, in particolare i tanti giovani che ogni giorno frequentano le sale studio della Nazionale, a interrogarsi su uno dei periodi più drammatici della storia dell’Italia repubblicana, attraverso una chiave di lettura innovativa e mai scontata, suggerita dal dialogo tra le espressioni artistiche d’autore e la documentazione storica. Aggiunge che il percorso espositivo invita a riflettere su come un’opera d’arte, creata in funzione di monumento civile, trasformi la geografia dello spazio urbano e svolga la funzione di attivatore della memoria collettiva. Perché sia restituita voce alle vittime e dignità alle famiglie.

Ferruccio Ascari: un artista tra impegno civile e linguaggi dell’arte

Ferruccio Ascari, nato nel 1949, vive e lavora a Milano. Il suo percorso artistico attraversa scultura, pittura, installazioni site specific e si intreccia con musica, danza, performance e video. L’impegno civile è una costante: tra le opere più note, Artisti Contro il Nucleare del 2011, Prometheus del 2016 e Muri, riflessione sui flussi migratori. Non Dimenticarmi è stata concepita in occasione del cinquantenario della strage di piazza Fontana.

Il critico d’arte Giorgio Verzotti ha scritto dell’opera: Non Dimenticarmi è un’opera pubblica, pensata per uno spazio pubblico e creata perché non si perda la memoria non di grandi personalità, di eroi appunto, ma di quelle semplici e anonime persone, strappate alla vita a causa di un atto terroristico, una violenza cieca e vile che ha visto operare in combutta forze neofasciste e apparati deviati dello Stato italiano.

La mostra è visitabile fino al 28 novembre 2026. Accesso libero, fino a 50 presenze contemporanee. Maggiori informazioni sul sito della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino e su Torino Art Week.

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