La guerra ibrida di Vladimir Putin non risparmia l’Italia. E’ l’allarme che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky lancia in un’intervista al Corriere della Sera. Il leader di Kiev analizza lo scenario attuale, accendendo in particolare i riflettori sul complesso rapporto con gli Stati Uniti e con il presidente Donald Trump. “Le limitazioni alla condivisione dell’intelligence e la riduzione della velocità di Starlink non sono più semplici minacce, ma una realtà – dice – È ingiusto nei nostri confronti. Restiamo grati al popolo americano e alla squadra di Trump. Ma tra partner deve esserci onestà”. Parlando del patto sul diesel stretto tra Trump e Putin, il leader ucraino si dice aperto al dialogo: “Ieri abbiamo parlato con il gruppo negoziale di Trump. Ho detto che siamo pronti: se vogliono discutere di negoziati e di un accordo di pace con Putin, siamo sempre aperti”. E, riguardo all’ipotesi di un vertice tra Stati Uniti, Russia e Cina senza la presenza di Kiev, ha aggiunto: “Se si parla dell’Ucraina, vorremmo che fosse interpellata l’Ucraina. Sul resto non commento”.
Zelensky si è soffermato inoltre sulle garanzie di sicurezza e il ruolo della Nato, individuando, per un cessate il fuoco sicuro che contrasti le pretese territoriali di Mosca, una formula precisa basata su tre pilastri: l’esercito ucraino, l’Unione Europea e l’Alleanza Atlantica. “Il formato migliore comprende tre elementi – propone- l’esercito ucraino, l’Unione europea e la Nato. Se non sarà la Nato, quale alternativa ci viene offerta? Siamo pronti a discutere garanzie equivalenti, anche con un altro nome, ma devono avere la stessa forza giuridica”. “Alcuni Paesi dispongono di missili Patriot – ha aggiunto – bisogna aiutarci a prepararci all’inverno. È interesse di tutti. Se il cielo sarà protetto, le persone resteranno il più possibile in Ucraina“.
Il presidente ucraino parla anche delle relazioni con l’Italia e Giorgia Meloni, descrivendo il legame con la premier come eccellente e sottolineando che il supporto militare non è a fondo perduto, ma rappresenta uno scambio tecnologico ed economico bilaterale, citando la cooperazione con il gruppo Leonardo. “Ho un ottimo rapporto con Giorgia e la rispetto molto – dice – Ma non è un rapporto in cui l’Italia aiuta e l’Ucraina non dà nulla in cambio. Condividiamo l’esperienza sulle armi. Questo scambio fa crescere anche la tecnologia italiana. Negli stabilimenti in Italia lavorano italiani: sono posti di lavoro, non soltanto aiuti all’Ucraina”. “La Russia conduce da tempo una guerra ibrida contro l’Europa – ha aggiunto Zelensky – anche contro Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania. Non è la guerra su vasta scala che conduce contro di noi, ma passa attraverso televisioni, mezzi d’informazione, Internet e social network. I cittadini hanno diritto di essere soddisfatti o insoddisfatti dei propri governi, non devono essere manipolati da campagne russe”.