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Cultura, ruolo centrale nella società

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Per combattere la crisi della cultura si è mobilitata l’Associazione Nazionale Autori Cinematografici con il convegno “Emergenza Cultura”, venerdì 28 marzo, presso il Teatro Valle di Roma.

Per comprendere il teatro e la letteratura, la musica e la danza, l’architettura, la pittura, la filosofia. Stiamo assistendo – si legge in un comunicato – al progressivo orientamento di una porzione non trascurabile della produttività culturale del nostro Paese, verso forme di impoverimento qualitativo che hanno assunto toni e connotazioni ormai endemiche. Sembra si sia insinuata, anche nella coscienza di chi vorrebbe contrastare questo processo degenerativo, una sorta di rassegnazione e una diffusa convinzione sulla ineluttabilità di questa deriva. L’intenzione – continua il comunicato – è quella di riaffermare il valore assoluto, strategico, non solo per il nostro Paese ma per l’intera Europa, della cultura.

Era stato proprio Mitterand, durante la sua prima presidenza dell’Unione europea, a proporre la cultura come luogo centrale della nostra presenza nel mondo: aveva raccolto la linea della Federazione Europea degli Autori che indicava, nella creatività e nella straordinaria molteplicità delle nostre storie e culture, la specificità di questa strada.

Doveva arrivare Jacques Delors per sottolineare il carattere non solo centrale ma strategico. Ed è proprio qui il punto: in Italia come in Europa non serve “una maggiore e migliore attenzione” alla cultura, ma una rivoluzione copernicana e un’intelligenza prospettica che ponga questo settore come elemento trainante alla base di una nuova politica generale. E’ in questo senso che, a partire dal Teatro Valle, l’organizzazione che si sta costruendo riguarda l’intera vita culturale dell’Italia, le diverse discipline e le realtà in cui si inserisce. Che devono lanciare un movimento d’opinione forte con nuovi appuntamenti, tappe e luoghi di incontro e di intervento.

Mai come oggi serve quel risveglio intellettuale di cui, dal palcoscenico del Valle, hanno parlato Lidia Ravera, Massimiliano Fuksas, Carlo Lizzani, Emidio Greco, Sandro Petraglia, Giorgio Arlorio, Francesco Ernani, Renzo Arbore, Manlio Santanelli, Gino Marotta, Benedetta Buccellato, Andrea Purgatori, Nicola Sani, Sapo Matteucci e tanti altri, oltre i messaggi scritti di Maria Luisa Spaziani e Moni Ovadia, insieme all’appello di Alberto Francesconi per l’Agis. Senza tralasciare quel discorso profondo del presidente dell’Istituto di studi filosofici Gerardo Marotta che ha dato una scossa a tutti, suscitando un’autentica e generale ovazione.

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