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Urbino: le regole del “saper vivere” nella società moderna

Martedì 24 marzo TeatrOltre – rassegna che si snoda tra Fano, Pesaro ed Urbino – si sposta al Ridotto del Teatro Sanzio di Urbino (Sala del Maniscalco), dove va in scena con Le regole del saper vivere nella società moderna di Jean – Luc Lagarce, nella traduzione di Luigi Gozzi, per la regia di Marinella Manicardi.

[oblo_image id=”1″]Un contro-galateo divertente che fa a pezzi le ipocrisie della convivenza mostrando il doppio fondo di cerimoniali insensati e ripetitivi, un monologo fulminante affidato all’interpretazione di Alessandra Frabetti. Nascere non è complicato, e anche morire è molto facile. Vivere perciò non è necessariamente impossibile. Basta seguire le regole e sapere che in ogni circostanza c’è una soluzione. Questa è la spiegazione della protagonista, la Dame, che mostra il doppio fondo di assurdi cerimoniali che ci guidano nella loro ripetitiva circolarità.

Con questo gioiello Jean-Luc Lagarce firma un trattato illuminista su riti e miti della società. Morto prematuramente nel 1995, a soli 38 anni, Lagarce è tra gli autori francesi contemporanei il più rappresentato, nonché tradotto in molti paesi.

Come è norma dell’autore francese, il testo è caustico e serba intatta la sua scorrevolezza nella precisa e ispirata versione di Luigi Gozzi, espressa da Alessandra Frabetti con divertita aggressività e grande effetto comico, non privo di slanci di cattiveria animati da possibili vicende del suo passato personale, nonché da un esilarante corredo di film di famiglia che scorre sullo schermo tra bimbi urlanti e vecchiette perbeniste acuendo l’attacco alla società in cui viviamo.

Jean-Luc Lagarce avrebbe compiuto da poco 50 anni. È morto nel 1995 di Aids lasciandoci quasi 30 pièce teatrali. Oggi è un personaggio leggendario nel teatro francese: nel 2007 si sono visti solo in Francia oltre trenta allestimenti delle sue opere. I suoi testi sono tradotti in molte lingue e portati in scena dalla Russia al Brasile, dalla Colombia a Lisbona. Laureato in filosofia, drammaturgo, editore, regista è erede della grande drammaturgia classica francese, ma ha frequentando volentieri anche il vaudeville e Jonesco. Nelle sue opere, spesso esilaranti, sono ricorrenti i temi della solitudine, della difficoltà di amare, dello smarrimento dei non amati.

Lo spettacolo è stato inserito nel progetto Face à face dedicato alla drammaturgia francese e promosso dall’Ambasciata di Francia in Italia e dalla Fondazione Nuovi Mecenati. Tra gli altri registi e attori coinvolti per l’edizione 2009, che si svolge in 18 teatri italiani di 13 diverse città, molti i nomi prestigiosi, tra i quali Roberto Andò, Giorgio Barberio Corsetti, Anna Bonaiuto, Roberto Herlitzka, Silvio Orlando, Luca Ronconi.

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