HomeSenza categoriaUn record vale l'altro, anche se non sembra.

Un record vale l’altro, anche se non sembra.

Ci sono record e record. Alcuni passano alla storia consacrando i campioni che li hanno conseguiti. Nel basket l’ultimo esempio è rappresentato da Kobe Bryant, fuoriclasse dei Los Angeles Lakers, che ha sfondato ad appena 29 anni il muro dei 20.000 punti segnati in NBA. Ma negli stessi giorni la nostra pallacanestro ha regalato un altro esempio di record. Mason Rocca, centro dell’Eldo Napoli e della Nazionale azzurra, ha infilato la più incredibile striscia di tiri liberi della storia. Undici tentativi della lunetta, zero canestri. Mai nessuno si era spinto a tanto: il precedente primato apparteneva a Stefano Rusconi con 0/9.

A volte, però, le cifre non raccontano la verità e vanno interpretate. Perché nonostante non possieda una mano proprio morbida, Mason Rocca è il leader indiscusso dei partenopei per il modo unico di intendere la partita. Poco talento naturale, fisico non eccezionale eppure tutti gli allenatori del nostro campionato farebbero carte false per averlo nella propria squadra. A Napoli lo chiamano “il sindaco” perché è sinonimo di garanzia.

E’ il classico esempio di giocatore costruito, del gregario che curando i dettagli si trasforma in protagonista. Rocca, infatti, unisce cuore e astuzia. La generosità con cui scende in campo è un marchio di fabbrica: lottare su ogni pallone come fosse l’ultimo è quasi una missione. La furbizia, poi, gli permette di leggere il match meglio degli altri: ogni situazione confusa, ogni palla vagante diventano il suo dominio. In America usano un’espressione poco elegante ma che rende l’idea. Rovistare nella spazzatura, come a dire scovare qualcosa di buono anche quando l’azione sembra oramai compromessa rimediando magari ad un proprio errore.

E non è un caso che nonostante lo 0/11 nei tiri liberi sia stato il trascinatore della sua squadra nella vittoria contro la Fortitudo Bologna con 16 punti, nove rimbalzi e quattro recuperi difensivi. Forse avremmo dovuto parlare dei 20.000 punti di Bryant, come fanno tutti i mass media americani esaltati per le prodezze del fuoriclasse di Los Angeles. Ma in attesa che anche da noi nasca una stella così lucente, ci accontentiamo del primato di Rocca. Più umano, più sofferto, quasi romantico. E si spera anche irripetibile…

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