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Ultimo regalo ai fans e poi i La Crus si sciolgono

[oblo_image id=”1″]Uno dei gruppi più interessanti degli ultimi anni del panorama nostrano è arrivato al capolinea. I La Crus, fra i primi a coniugare post-punk, new wave ed elettronica con la musica d’autore hanno deciso di dividersi.

A partire dal 1993, anno della loro formazione, hanno inanellato una serie di riconoscimenti (fra cui il Premio Ciampi e la Targa Tenco ‘95) e di dischi di ottima fattura, raggiungendo con Dentro me nel 1997 (un lavoro di ballate post-romantiche) un posto importante nella storia della nostra musica attraverso il classico dal titolo Come ogni volta.

Prima di dirsi addio hanno pubblicato il primo febbraio Io non credevo che questa sera (titolo che riprende uno dei versi di Angela, un brano di Luigi Tenco che i La Crus avevano reinterpreto nel loro primo album), regalando ai fans anche un ultimo tour che prenderà il via a fine aprile.

Più che una band eravamo un progetto ha dichiarato il cantante Mauro Ermanno Giovanardi, dal vivo e in studio c’eravamo solo io e Cesare Malfatti mentre Alessandro Cremonesi partecipava solo alla fase di scrittura. E per l’ultimo disco eravamo arrivati all’arma bianca, in due ci si logora prima.

Come spesso succede, la scelta di dividersi ha origine da alcune divergenze artistiche: io sentivo sempre meno l’esigenza di essere elettronico, ha continuato Giovanardi, mentre Cesare soffriva il mio approccio cantautorale

Ultimi concerti in assoluto per i La Crus, pertanto… comunque so già che l’ultima sera starò malissimo e farò fatica a cantare alcuni pezzi. Sono un romantico, ha concluso il cantante.

Con i La Crus viene meno una certa parte di quella musica alternativa che ha sempre abbinato avanguardia a qualità. Ci mancheranno.

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