Le campagne del Monferrato ospitano fino al 10 gennaio 2027 una mostra dedicata a Hermann Nitsch, uno dei padri fondatori dell’Azionismo Viennese. Hermann Nitsch: Azione e Pensiero, allestita presso La Crescentina – Laboratorio per l’Arte di Fubine Monferrato, in provincia di Alessandria, riunisce circa venti opere tra grandi tele, lavori su carta e una tunica rituale del 1973, affiancate da un nucleo di fotografie storiche che documentano le celebri azioni performative dell’artista.
La mostra è curata da Marzia Capannolo, con il contributo critico dello studioso Lóránd Hegyi, e realizzata in collaborazione con la Galleria Umberto Benappi di Torino. L’esposizione è aperta al pubblico dal 27 settembre 2026.
Il Teatro delle Orge e dei Misteri tra tele e reliquie
Al centro della ricerca di Nitsch c’è il Teatro delle Orge e dei Misteri, un’opera d’arte totale in cui il pubblico cessa di essere spettatore per diventare partecipante attivo di una liturgia laica. Attraverso l’uso simbolico e materico del sangue, della carne e del colore, l’artista fonde la memoria dei miti dionisiaci, il sacrificio cristiano e la catarsi psicoanalitica in una celebrazione primordiale della vita e della morte.
Il fulcro concettuale dell’allestimento è la tunica rituale del 1973, il Chorhemd aus der 41. Aktion proveniente da Prinzendorf: una reliquia dell’azione sacrale in cui la traccia ematica si fa sostanza visiva primordiale. Attorno a essa gravitano due imponenti teleri, la Pittura dell’Orgien Mysterien Theater del 1984 e lo Schüttbild del 1997, entrambi di tre metri di larghezza, nei quali l’urgenza performativa cede il passo all’architettura del colore e alla monumentalità della stesura gestuale.
Emblematica della maturità pittorica dell’artista è la tela Senza titolo del 2002, in cui l’impasto denso di verde scuro e rosso ematico, lavorato a piene mani direttamente sulla superficie, testimonia la trasmutazione del gesto ritmico in una meditazione pittorica quasi scultorea.
Gli Schüttbilder e i lavori su carta
Gli Schüttbilder — i dipinti realizzati versando e spalmando il pigmento rosso sulla tela — sono il cuore della produzione pittorica di Nitsch: superfici cromatiche che diventano relitti tangibili di un’azione sacrale, dove il gesto si cristallizza in materia.
Un ruolo centrale è affidato anche ai lavori su carta, nei quali il gesto acquista un’immediatezza espressiva diretta. Tra i più rappresentativi spicca un Senza titolo del 2007, acrilico su carta intelata di cento per duecentododici centimetri: un orizzonte cromatico monumentale in cui blu, verdi, gialli e rossi si fondono in una turbolenza cosmica. A questo fa da contrappunto lo Schüttbild auf Papier del 2002, olio su carta, dove la colata di rosso squillante dialoga con la trasparenza del fondo rivelando una raffinata sensibilità nell’articolazione tra densità materica e luce.
Le fotografie storiche di Fabrizio Garghetti, scattate durante le azioni performative dell’artista, completano il percorso come testimonianza visiva della genesi del rito.
Il Monferrato come paesaggio nitschiano
La scelta di Fubine Monferrato non è casuale. La mostra suggerisce un dialogo tra l’eredità dell’artista e la potenza tellurica di queste colline, dove le argille, le marne calcaree e i sedimenti ferrosi conferiscono al terreno il caratteristico colore grigio-azzurro. Una sovrapposizione cromatica e spirituale con il rosso liturgico dell’Azionismo Viennese che trasforma il paesaggio in estensione naturale dell’opera.
In questo contesto, il Teatro delle Orge e dei Misteri abbandona la sua dimensione puramente performativa per farsi paesaggio. Le tele e le carte esposte diventano mappe di un’esperienza sensoriale totale, capaci di unire il sacro del gesto estetico al profano della cultura contadina. La terra del Monferrato — ciclicamente ferita e rigenerata dal lavoro dell’uomo — diventa essa stessa corpo del rito.
La mostra è visitabile fino al 10 gennaio 2027 presso La Crescentina – Laboratorio per l’Arte, Fubine Monferrato (AL).