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Troppe reunion: per arte o per interesse?

[oblo_image id=”3″]La tendenza di molte band a riunirsi dopo divorzi artistici anche burrascosi, nel mondo della musica, è sempre esistita.

Il desiderio di rivivere alcuni momenti felici del passato misto magari ad alcuni percorsi individuali non propriamente fortunati e alcune altre cause meno nobili come “il vile denaro” hanno spesso determinato delle situazioni dai risultati non sempre esaltanti…

C’è reunion e reunion, insomma. E se da un lato la voglia febbrile di molti fans è quasi sempre soddisfatta, dall’altro la critica in alcuni casi è davvero feroce. Ci si chiede se è sempre e solo per soldi, ad esempio.

Negli ultimi anni la crisi discografica e la mancanza di grandissimi talenti hanno accresciuto a dismisura il fenomeno, che se in molti casi ha presentato un precisa motivazione, in altri ha davvero sfiorato il grottesco. E questo perché è impossibile fermare il tempo, le mode, le tendenze.

Spesso quello che anni fa era magìa adesso può lasciare del tutto indifferenti, mentre molti gruppi che hanno avuto successo in determinati contesti pur essendo molto mediocri, riformandosi sono soltanto riusciti ad evidenziare maggiormente questo poco edificante aspetto.

Tra le reunion più clamorose, impossibile non ricordare quella dei Led Zeppelin a Londra dove a fronte di milioni di richieste erano disponibili solo 18.000 biglietti e dove qualcuno è arrivato a pagare fino a 115.000€ per vedere il concerto. L’incasso è stato devoluto a favore di un’associazione che raccoglie fondi per strutture universitarie.

[oblo_image id=”1″]Emozionante e piena di pathos anche quella dei Pink Floyd nell’ambito del Live 8 organizzato da Bob Geldof e che ha fatto quindi registrare la riappacificazione fra Roger Waters e David Gilmour dopo anni di battaglie legali e frasi al veleno.

Indescrivibili le sensazioni a mezzanotte in punto quando il battito del glorioso “Dark side of the moon” introduceva “Breathe” e il suono inconfondibile ed epocale di un gruppo davvero senza tempo e senza spazio.

I Police sono freschi reduci da una tourneè che li ha portati anche in Italia, dove si sono esibiti anche i Genesis (orfani del solo Peter Gabriel). In precedenza, fra gli altri, abbiamo avuto modo di riapprezzare gli Who (presenti anche al Live 8) e i Black Sabbath, così come gli Iron Maiden di nuovo assieme a Bruce Dickinson.

Ma non sempre, come detto, le cose sono andate nel verso giusto o hanno avuto una logica plausibile.

E’ il caso ad esempio degli Eagles che hanno appena pubblicato un album dopo 30 anni o dell’operazione fatta dagli allora tre Beatles rimasti per “Free as a bird” e “Real love” dove la voce di John Lennon era stata ricostruita al computer dopo il recupero dei demotape.

Ancora più inspiegabile la reunion delle Spice Girls, dei Take Thate quella dei Sex Pistols, il cui leader Johnny Rotten ha quantomeno ammesso di averlo fatto solo ed esclusivamente per denaro.

[oblo_image id=”2″]Diverso il caso di Queen e Doors, gruppi legati a doppia mandata al carisma dei rispettivi cantanti, Freddie Mercury e Jim Morrison. Il gruppo americano non ha resistito al contraccolpo della tragica morte di Morrison. Nel 1973 l’addio definitivo. Ray Manzarek ha tuttavia rifondato il gruppo qualche anno fa sotto il nome Doors of the 21st century chiamando Ian Astbury (ex Cult) come cantante. Il risultato non è stato entusiasmante.Molto meglio non è andata ai nuovi Queen con Paul Rodgers. A un decennio esatto dopo lo scioglimento il quartetto capitanato da Brian May è tornato on stage per alcuni concerti, tra lo sconcerto di molti vecchi fans.

In alcuni casi, quindi l’arte probabilmente ha fugato dubbi sulla opportunità o meno di certe “rimpatriate”, in molti altri sono evidenti le motivazioni commerciali ed economiche.

Come i dischi buoni e i dischi cattivi, esistono pertanto buone e cattive reunion.

Di certo, in generale, in alcuni casi sarebbe meglio riflettere sul fatto che certi momenti vanno lasciati ingiallire come una vecchia istantanea perché solo così potrebbero mantenere inalterato il loro fascino…

I “dinosauri” hanno ancora classe ed esperienza da vendere, ma si abbia il coraggio di promuovere e dare spazio ai giovani emergenti, perché il futuro non sia solo reunion…

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