Marco Di Eugenio torna in libreria con un romanzo che parla di amore senza idealizzarlo. Il tempo imperfetto dell’amore, uscito l’11 settembre per bookabook, segue cinque anni nella vita di due persone che si incontrano per caso e costruiscono qualcosa di reale, fragile e riconoscibile.
Edo e Bea si conoscono nel 2014. C’è un primo bacio fuori da un cinema, un bagno di notte a Sperlonga, la convivenza, una fuga senza pagare il conto da un ristorante argentino. Poi arriva un’offerta di lavoro a Londra, la distanza, e crepe quasi impercettibili che cambiano tutto. Il romanzo li segue fino al 2019, attraverso ciò che resta dopo: i ricordi, gli amici di sempre, le app di incontri, i tentativi di voltare pagina.
Il titolo gioca su un doppio significato. L’imperfetto è il tempo verbale dei ricordi, di ciò che continuava ad accadere e ora abita solo la memoria. Ma è imperfetto anche l’amore raccontato nelle pagine: quello che arriva quando non te lo aspetti e cambia senza chiedere permesso.
Una storia d’amore contemporanea, raccontata da un uomo che soffre e lo ammette
Uno degli elementi più originali del romanzo è il punto di vista. È Edo a raccontare, con ironia e malinconia, un dolore che non nasconde. Accanto a lui c’è un’amicizia maschile fatta di birre, battute e confessioni: un registro raro nel romanzo sentimentale italiano, dove la vulnerabilità degli uomini viene spesso elusa o ridotta a cliché.
Bea ed Edo si prendono in giro quasi quanto si prendono sul serio, racconta l’autore. Il loro rapporto nasce da un’intesa immediata, fatta di attrazione, ironia e curiosità, e poi diventa molto di più: desiderio, quotidianità, amicizia, progetti, paure. Non sono due metà che finalmente si completano: sono due persone intere che provano a costruire un noi. E proprio per questo non sono perfetti.
È in questa imperfezione, secondo Di Eugenio, che il lettore può riconoscersi. Pur essendo la storia di Edo e Bea, dentro ci si può riconoscere. Anche senza aver vissuto la loro stessa storia.
Le sfumature che cambiano tutto
Il romanzo scandaglia le dinamiche affettive del presente dosando amarezza e leggerezza. C’è l’amore a distanza di chi parte perché in Italia conta più conoscere qualcuno che conoscere qualcosa. C’è il dating fatto di chat, ghosting e friendzone. Ci sono le coppie che restano insieme per paura e quelle che hanno il coraggio di dirsi addio.
Di Eugenio si concentra soprattutto sulle sfumature. I rapporti non sono fatti soltanto di grandi dichiarazioni, grandi gesti o grandi litigi, spiega. Spesso cambiano attraverso dettagli minuscoli: uno sguardo che dura un secondo in più, un messaggio che non arriva, una battuta che nasconde una paura, un silenzio che dice molto più di una frase. L’amore, l’amicizia e in generale i rapporti tra le persone spesso cambiano di mezzo tono. E quel mezzo tono, per me, è la parte più interessante da raccontare.
La musica è il metronomo della storia. I Clash, Springsteen, i Green Day, i Cure e Syd Barrett accompagnano i momenti chiave della vicenda: ogni capitolo ha la sua canzone, tratto distintivo già riconoscibile nei libri precedenti dell’autore. Fa da sfondo una Roma affettuosa e riconoscibile, dal quartiere Coppedè a Trastevere, da piazza Navona di notte a Largo Argentina.
Marco Di Eugenio: quattro romanzi e una voce riconoscibile
Marco Di Eugenio vive a Roma e si occupa di comunicazione digitale e scrittura. Ha studiato Giurisprudenza, ma ha sempre preferito raccontare storie. Il tempo imperfetto dell’amore è il suo quarto romanzo: dopo Se l’amore finisce (Effigi), A modo mio. La tragica parabola di Sid Vicious (Arcana Edizioni) e Cosa resta di un amore. Diario di un cuore spezzato (Protos Edizioni), conferma una voce narrativa che mescola ironia, malinconia e una spiccata attenzione per la colonna sonora delle relazioni.
Il libro è disponibile in libreria e sulle principali piattaforme online.