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“Stalin vs. Martians”: torna il mito del dittatore?

[oblo_image id=”1″]La politica dell’Unione Sovietica non è mai stata chiara e diretta. Il secolo XIX ci ha mostrato come, parlando della fratellanza e dell’amore tra i popoli, dell’uguaglianza e della diffusione della cultura si può privare le persone della propria terra, cultura e dignità. Forse per questo motivo tanti spettatori, specialmente dell’est europeo, recepiscono il nuovo gameplay “Stalin vs. Martians” come un modo di riproporre il modello della Grande Russia che, condotta da un grande stratega, conserva il suo status di superpotenza.

Il gioco è ambientato in Siberia durante il secondo conflitto mondiale, nell’estate del 1942. La Russia, già costretta a combattere i tedeschi sul fronte occidentale, viene attaccata anche nella sua parte orientale cioè in Siberia. Gli invasori sono dei grossi mostri verdi che vengono direttamente dallo spazio per minacciare l’integrità del nostro pianeta. In questa situazione, molto critica e molto top secret, scende in campo il leader del Partito Comunista sovietico, Stalin in persona.

[oblo_image id=”2″]Secondo le informazioni degli sviluppatori “Stalin vs. Martians” dovrebbe essere un’alternativa per i giocatori annoiati da RTS troppo seri. Per giocare non servono particolari abilità strategiche. Per raccogliere i punti basta sparare. Ed infatti, “Stalin vs. Martians” potrebbe essere una originale e divertente sorpresa, se non fosse per la scelta del protagonista. I russi spiegano che il gioco è la beffa di tutti i grandi strateghi, ma il personaggio di Stalin è alquanto controverso. Pure perché nessuno sembra curarsi del fatto (storicamente documentato), che Stalin era uno dei più sanguinosi dittatori della storia di tutta l’umanità.

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