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Sport crudele: beffati ad un passo dal traguardo

[oblo_image id=”1″] Si può perdere commettendo errori, ma si può mancare l’appuntamento col successo anche dopo una gara perfetta. Chissà cosa avrà pensato Felipe Massa, novello Calimero della Formula 1, vedendo fumare il motore della propria Ferrari a tre giri dal termine di una gara condotta magistralmente fin dalla partenza. Tutto sembrava pronto per celebrare il capolavoro del pilota brasiliano che dopo aver fulminato al via Kovalainen ed Hamilton stava controllando con l’autorità del leader. Poi la rottura del motore che manda in fumo anche i sogni di titolo mondiale.

Se può consolarlo, non è il primo ad essere beffato dalla sorte sul più bello. C’è chi come Jack Brabham ha perso un Gran Premio ritrovandosi senza benzina all’ultimo giro o chi come Nigel Mansell si è visto sfuggire un successo a portata di mano per colpa di meccanici “distratti” che si erano dimenticati di montare una ruota al cambio box. Ma anche il team Ferrari – da sempre eletto a modello di preparazione e professionalità – è finito sotto accusa: nel 1999 Eddie Irvine rientrò per cambiare gomme scoprendo che era stato preparato un copertone di meno. Ma un problema meccanico può anche servire per regalare imprese leggendarie. Come dimenticare il Gran Premio del Brasile del 1991 dove Ayrton Senna riuscì a salire sul gradino più alto del podio davanti al proprio pubblico nonostante la rottura del cambio lo avesse costretto a completare gli ultimi 30 giri soltanto con la sesta marcia?

Anche nel ciclismo il mezzo può tradire nel momento peggiore. Sugli infiniti chilometri in pavè della Parigi-Roubaix del 1994, Franco Ballerini stabilì un singolare primato registrando cinque forature a cui vanno aggiunte due cadute. Il debito con la sfortuna venne saldato l’anno successivo quando il nostro portacolori conquisto il successo. Anche nel mondo delle due ruote, ci sono però campioni capaci di trionfare nonostante noie meccaniche quanto mai inopportune. Lo spagnolo Abraham Olano si ritrovò con una gomma completamente sgonfia ai mondiali colombiani del 1995. Per sua fortuna, al traguardo mancava solo un chilometro e il “problema” non gli impedì di vestire la maglia iridata. Quasi cinematografica l’impresa di Marco Pantani al Giro del 1999. La catena della bici del Pirata si bloccò all’inizio della salita decisiva. Il Pirata venne sfilato da tutto il gruppo ma con la maglia rosa sulle spalle iniziò uno clamorosa progressione che gli consentì di recuperare uno ad uno tutti gli avversari prima di vincere a braccia alzate.

Vedremo se la sorte si ricorderà del debito con Felipe Massa, l’ultimo a scoprire quanto possa essere crudele una corsa.

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