”L’ultima parola”, il nuovo singolo di Solo Benny, prodotto da Luca Sala e pubblicato su etichetta Ebim Records e promosso da LookUp Music, che mette a nudo fragilità e determinazione, trasformando il dolore in identità e libertà.
“Un addio che brucia lento tra rabbia e malinconia: questo brano è la resa dei conti. È la voce di chi sceglie sé stessa, anche quando costa l’anima, quando resta solo cenere. Tra ritorni che illudono e verità che feriscono, racconto la fine senza filtri: niente da salvare, solo il coraggio di dire per sempre addio”.
La produzione di Luca Sala accompagna il racconto emotivo del brano con un sound intenso e moderno, capace di esaltare ogni sfumatura interpretativa dell’artista e amplificare la forza del messaggio.
Solo Benny, originaria di Lecco, è un’artista poliedrica che unisce arte, scienza e musica in un percorso creativo e personale unico. Pittrice, tatuatrice, personal trainer, insegnante, scrittrice e biologa marina, coltiva da sempre una profonda passione per l’arte in tutte le sue forme. Impegnata nelle tematiche ambientali e sociali, è da sempre dalla parte dei più fragili e della tutela della biodiversità.
La musica entra nella sua vita grazie allo zio cantautore, il cui ricordo l’ha spinta a intraprendere un percorso artistico proprio. Dopo aver studiato canto, ha partecipato a numerosi concorsi nazionali e internazionali – tra cui Area Sanremo, Sanremo Giovani, il Premio Mia Martini, Sanremo New Talent, il Premio Lucio Dalla e Eurovision per San Marino – ottenendo spesso risultati di rilievo e premi, come quello per la migliore presenza scenica.
Ha pubblicato tre romanzi (“che casino noi donne” 2022, “questa vita non è la mia” 2024, “i miei umani difettosi” 2025) e prodotto cinque singoli che hanno ricevuto un buon riscontro sia in radio che sulle piattaforme digitali. Con il brano “Nonostante me”, ha vinto il Disco d’Argento a Sanremo nel 2024.
“L’ultima parola” racconta un addio definitivo. Da dove nasce l’esigenza di scrivere questo brano?
Nasce dall’esigenza di raccontare quel momento in cui si capisce che non c’è più nulla da aggiungere. A volte si continua a cercare spiegazioni o a rincorrere qualcosa che è già finito, ma arriva un punto in cui l’unica scelta possibile è accettare la realtà e andare avanti. “L’ultima parola” parla proprio di questo: della forza che serve per chiudere un capitolo, anche quando fa male.
Il brano attraversa rabbia, malinconia e liberazione. Qual è stata l’emozione più difficile da tradurre in musica?
Sicuramente la malinconia. La rabbia è un’emozione che esplode, mentre la malinconia è più sottile e silenziosa. Volevo che si percepisse quel senso di vuoto che rimane dopo una fine importante, senza però trasformarlo in rassegnazione. La sfida era trovare un equilibrio tra dolore e consapevolezza.
Cosa rappresenta, per te, “l’ultima parola”: una chiusura o un nuovo inizio?
Credo sia entrambe le cose. Ogni chiusura porta con sé la possibilità di ricominciare. L’ultima parola non è una sconfitta, ma un atto di rispetto verso sé stessi: significa scegliere di lasciare andare ciò che non ci appartiene più per fare spazio a qualcosa di nuovo.
Pensi che oggi sia più difficile lasciare andare una persona o trovare il coraggio di mettere sé stessi al primo posto?
Penso che le due cose siano strettamente legate. Spesso non riusciamo a lasciare andare proprio perché facciamo fatica a scegliere noi stessi. Viviamo in un’epoca in cui tutto sembra dover rimanere aperto e recuperabile, ma a volte il gesto più coraggioso è accettare una fine e dare valore al proprio benessere, anche se questo significa prendere una decisione difficile.
Come è nato il lavoro con Luca Sala e Look Up e cosa hanno aggiunto alla tua visione artistica?
Lavorare con Luca Sala e con Look Up è stato un percorso di crescita. Fin dall’inizio c’è stata la volontà di valorizzare il messaggio del brano senza snaturarlo. Hanno portato esperienza, sensibilità e una visione produttiva che mi ha permesso di esprimere al meglio quello che volevo raccontare. Il confronto è stato fondamentale per trasformare un’emozione personale in una canzone capace di parlare anche agli altri.