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Servizio Sanitario Nazionale, gli italiani danno una sufficienza stentata

tessera_sanitariaGli Italiani promuovono con la sufficienza il Servizio Sanitario Nazionale, con un giudizio che rimane stabile rispetto al 2005. Questi i dati provvisori Istat, rilevati tramite l’indagine ”Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari”, realizzata con il sostegno del Ministero della Salute e delle regioni, relativa al periodo compreso tra settembre 2013 e giugno 2013, su un campione di 60 mila famiglie. Risultato preoccupante è quello dato da quell’11% di popolazione che, nel 2012, ha rinunciato almeno ad una prestazione sanitaria erogata dal SSN, pur dichiarando di averne necessità. I motivi sono economici per più di una persona su due, mentre circa una su tre rinuncia per motivi di offerta. Il livello di soddisfazione rimane invariato rispetto al 2005, con un voto pari a 6 in una scala 1-10. I dati più positivi sul Servizi Sanitario sono stati riscontrati al Nord, mentre nel Sud Italia è cresciuto il numero degli insoddisfatti. Inoltre il grado di soddisfazione aumenta se sono i cittadini stessi ad usufruire direttamente delle prestazioni, come visite specialistiche e ricoveri ospedalieri. In questo caso i voti sono molto alti, tra 8 e 10, con poche differenze tra pubblico e privato. Emerge anche che, nel secondo semestre del 2012, le visite mediche risultano in aumento, gli accertamenti diagnostici restano stabili, mentre i ricoveri ospedalieri risultano in lieve diminuzione. Analizzando bene i dati, si nota come siano aumentate le visite geriatriche (+63,6%) e psicologiche (+54,4%) al contrario di quelle odontoiatriche (-23,1%), che hanno subito un calo dovuto anche a motivi economici. In crescita sono anche le visite a pagamento intero per gli accertamenti, con una percentuale che passa dal 21% al 24,9% per quelli specialistici e dall’8,1% al 14,1% per le analisi del sangue.

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