Paolo Fresu apre domenica 1 novembre la cinquantesima edizione del Roma Jazz Festival, che fino al 24 novembre porta all’Auditorium Parco della Musica, alla Casa del Jazz e all’Alcazar diciotto concerti dedicati al centenario di Miles Davis. Mezzo secolo di storia, oltre mille concerti, un titolo che dice tutto: Rileggere Miles, ripensare il jazz.
Cinquant’anni fa era il 1976, sul Gianicolo, alla Quercia del Tasso. Il Roma Jazz Festival mosse i suoi primi passi quasi in sordina, e nessuno poteva immaginare cosa stesse cominciando. Oggi, alla sua cinquantesima edizione, è uno degli appuntamenti più longevi del panorama europeo, afferma il direttore artistico Mario Ciampà. La storia del festival, ricorda, è in parte la storia del jazz stesso: dai palchi romani sono passati Dizzy Gillespie, Miles Davis, Sonny Rollins, Wayne Shorter, Herbie Hancock, fino a Esperanza Spalding e Kamasi Washington.
Il traguardo coincide con il centenario della nascita di Davis. Non una commemorazione, precisa Ciampà, ma una rilettura affidata a chi con Davis ha condiviso la visione: Jason Miles, produttore e arrangiatore di Tutu e degli album che segnarono la svolta elettrica degli anni ottanta; Paolo Fresu, la voce della tromba europea che più di ogni altra ha saputo portare quell’eredità verso altri orizzonti; Gregory Hutchinson, Jeremy Pelt, Erik Truffaz — musicisti di generazioni diverse, uniti da un rapporto non reverenziale con quella musica, capaci di rileggerla senza nostalgie.
Paolo Fresu apre con Kind of Lives, Jason Miles chiude il cerchio
Paolo Fresu inaugura il festival il 1 novembre alla Sala Sinopoli con Kind of Lives, versione concertistica del suo progetto teatrale Kind of Miles — oltre cinquanta repliche in scena — e ultimo disco uscito il 30 giugno scorso. Sul palco, due ensemble distinti: uno dedicato al Davis degli anni Cinquanta, l’altro alla svolta elettrica. Il cerchio si chiude il 24 novembre con Jason Miles, tastierista e produttore che ha costruito il suono di Tutu, Amandla e Siesta, con il progetto 100 Miles for Miles Davis.
Nel mezzo, il 18 novembre, il batterista Gregory Hutchinson porta in Sala Petrassi Kind of Now – The Pulse of Miles Davis, album che ripercorre il repertorio davisiano attraverso l’impulso ritmico dei grandi batteristi che lo accompagnarono, da Philly Joe Jones a Tony Williams. Il 17 novembre è invece la volta di Erik Truffaz e del sassofonista-cantante flamenco Antonio Lizana con New Sketches of Spain, spettacolo tra jazz e flamenco che rievoca l’album del 1960.
Kurt Elling, Steve Coleman, Gonzalo Rubalcaba: il cartellone internazionale
Il 4 novembre gli Yellowjackets tornano al festival ospitando Kurt Elling, che il Guardian ha definito una sorta di Frank Sinatra dai super poteri. Il programma è un omaggio ai Weather Report. Il giorno dopo, 5 novembre, sale sul palco Steve Coleman, settant’anni appena compiuti, con la storica formazione Five Elements: jazz, hip-hop e ritmi funk in un linguaggio che intreccia i fili della musica della diaspora africana.
Il 6 novembre il pianista cubano Gonzalo Rubalcaba incontra per la prima volta al festival il mandolinista brasiliano Hamilton de Holanda nel progetto Collab: melodie intricate, complessità ritmica e improvvisazione tra due maestri del latin jazz. Il 21 novembre arriva in quintetto Jeremy Pelt, cinquant’anni e venticinque album, con la sua miscela di neo-bop, ballad e elettronica.
La scena italiana: da Rosa Brunello a Chiara Civello, da Enzo Favata a Zoe Pia
Folta la presenza italiana. Il 16 novembre Enzo Favata riporta in scena Atlantico, la formazione storica con Daniele Di Bonaventura, Marcello Peghin e Salvatore Maltana, in occasione dell’uscita del nuovo disco Ritornare per la ECM. Il 22 novembre la contrabbassista Rosa Brunello presenta We Are Surging Waters, disco ispirato ai movimenti sociali contemporanei e a un viaggio in Senegal, tra pace, libertà e memoria mediterranea.
Il 23 novembre Chiara Civello porta sul palco il nuovo progetto nato con il producer Cristiano Crisci, in arte Clap! Clap!, al crocevia tra jazz, art-pop ed elettronica. Il singolo anticipatore si intitola Me and the Trees. Alla Casa del Jazz, il 7 novembre, la clarinettista sarda Zoe Pia guida l’EIC Eden Inverted Collective, ensemble under 35 con il progetto Atlantidei, ispirato alla leggenda della Sardegna come Atlantide. Il 13 novembre è la volta della chitarrista Eleonora Strino, reduce dal primo tour negli Stati Uniti, con Lumithia, disco per sola chitarra sull’universo femminile.
Completano il cartellone italiano il Domenico Rizzuto Trio l’8 novembre con Disastri quotidiani, il Nexus Quartet il 14 novembre con il debut album Appunti di viaggio, e la Casa del Jazz Orchestra diretta da Mario Corvini il 19 novembre, con Javier Girotto ospite speciale nell’omaggio a Sonny Rollins — il cui concerto del 2009 al festival resta tra i più memorabili della storia della rassegna. Il 20 novembre all’Alcazar spazio alla band polacca Omasta, tra le realtà più interessanti della nuova scena europea.
Fuori Roma, due omaggi a Coltrane in luoghi straordinari
Il 2026 è anche il centenario di John Coltrane. Il festival gli dedica due concerti fuori dalla Capitale, in luoghi scelti in sintonia con lo spiritualismo di Trane. Il 15 novembre la Rieti Jazz Orchestra esegue A Love Supreme nella Chiesa di San Domenico a Rieti. Il 22 novembre la Priverno Jazz Orchestra replica il capolavoro all’Abbazia di Fossanova, il più antico esempio di architettura gotico-cistercense in Italia.
Il 22 novembre mattina, al Teatro Studio Borgna, torna anche Fiabe Jazz, il format dedicato ai più piccoli. Il festival ha inoltre realizzato un catalogo in collaborazione con Artribune, Roma Jazz Festival – Jazz, Arte e Grafica (2002/2026), a documentare mezzo secolo di storia visiva della rassegna.
Date, luoghi e biglietti
Il Roma Jazz Festival 2026 si svolge dall’1 al 24 novembre tra l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone (viale Pietro de Coubertin 30), la Casa del Jazz (viale di Porta Ardeatina 55) e l’Alcazar (via Cardinale Merry del Val). I biglietti sono disponibili su TicketOne e sul sito dell’Auditorium. Il programma completo è su romajazzfestival.it.