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Resettare e ripartire a 50 anni. Da grande.

[oblo_image id=”1″]Non voglio comunicare di tragedie, ne di grandi dolori, ne di soprusi ma neanche di arte, anche se certi periodi storici producono l’arte, quella più grande, dettata dagli stati d’animo, dagli sconvolgimenti  personali e quando un periodo diventa difficile per la società si moltiplicano le emozioni.

E’ come se si passasse vicino  alle sabbie mobili senza avere la certezza di evitarle per se e per chi si ha accanto. Seguendo una strada non segnata conoscerai un altro percorso o scenderai nell’abisso di chi ha osato uscire dagli schemi? Qual’è il segnale che devo riconoscere prima che sia troppo tardi?

Per Dostoevskij l’idiota era una persona gentile incapace di far del male, incapace di dare gomitate per farsi largo nella società dove non basta essere gentili, intelligenti e corretti per poter essere apprezzati, non basta comunque per essere considerati se non quando anche gli altri arrivano nelle sabbie mobili.

Uscire dal lavoro avendo una buona esperienza non basta! Bisogna conoscere chi indica la strada, che ti accompagni, se vuoi farcela da solo devi avere fortuna…facciamo un esempio; se durante la ricerca dell’oro nel Klondike due uomini al lavoro fossero stati travolti da una frana d’oro, uno fosse morto, cosa si potrebbe dire dell’altro?

Qualcuno dice che la fortuna è di chi la costruisce, ma non è sempre così!
A volte la fortuna è un bluff, un imbroglio perpetrato agli altri (che vogliono crederci)
Sbattere il grugno contro una società fondata sui sotterfugi, dove sei obbligato a svendere i tuoi ideali e affermando verità che altri ti impongono, pur sapendo lavorare e produrre più di alcuni che si fanno accompagnare nella strada e rinnegano se stessi.
Trasformarsi in automi come cerca di imporci la tv  annichilendo la nostra personalità costruendo un format, o resistere sino alla fine, col rischio di trascinare altri nel baratro?
Trovare soluzioni che aprano la mente a nuovi spazi, muoversi dentro e conoscere, indagare e riscoprire, non farsi chiudere nel vicolo di chi ha già provato ma continuare ad andare avanti, nonostante le sabbie mobili siano sempre in agguato e molti coltelli siano pronti  ad infliggerti altre ferite che a seconda di chi “ti pianta” il coltello potrebbero essere mortali.

Ma è questa la strada, comunque è la strada del progresso, tutto il resto è muffa di una società in regresso!

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