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Pilota-giornalista: la carriera di Claudia Peroni

[oblo_image id=”1″] 10 anni da pilota nei rally – che come dice lei fanno la differenza – e ormai da tempo volto familiare per tutti gli amanti del mondo dei motori. La voce di Claudia Peroni ha accompagnato le imprese dei campioni delle due e delle quattro ruote trasmettendo l’energia che da sempre la contraddistingue. Competenza e amore per il proprio lavoro. Questo il segreto di una carriera in continua ascesa che le è valsa il consenso del grande pubblico: dagli addetti ai lavori agli appassionati, dagli intenditori ai semplici curiosi.

Sia personalmente nei rally sia come inviata televisiva, ha osservato i più grandi campioni nei momenti che precedono il via. Quanto è importante l’approccio mentale alla corsa? La partenza è uno dei momenti più delicati soprattutto in Formula 1 mentre nei rally i piloti sono molto attenti a non rovinare troppo presto le gomme. I campioni trovano la concentrazione in modo diverso: Senna, per esempio, abbassava la visiera e cercava nel silenzio il giusto approccio alla gara.

In un modo ultratecnologico come quello della Formula 1, quanto spazio c’è per la scaramanzia: rituali dei piloti o oggetti portafortuna? La scaramanzia c’è. Schumacher portava con sè una piccola spazzolina rosa della figlia, altri hanno uno slip portafortuna. Valentino Rossi ha come rituale una “toccatina”. Tutti, però, si preoccupano dei dettagli tecnici sulla loro vettura.

Dopo l’addio di Schumacher, la corona di re è rimasta vacante. Hamilton, Alonso, Massa e il campione in carica Raikkonen hanno alternato prestazioni straordinarie a gravi errori. Secondo lei, c’è in questo momento un possibile erede del tedesco? L’eredità di Schumacher è ovviamente pesante. Alonso potrebbe essere il più indicato se dovesse trovare una squadra all’altezza. Hamilton può contare sulla sua giovanissima età, mentre Massa ha già dimostrato di avere grandi numeri. Ho molte perplessità, invece, su Raikkonen.

Molti degli telespettatori che seguono il Gran Premio non hanno competenze eccessive sugli sviluppi tecnici delle vetture. Per chi, come lei, racconta il mondo delle corse quanto è difficile mantenere la massima professionalità senza usare un linguaggio troppo tecnico ed incomprensibile per chi ascolta? Ho sempre cercato di utilizzare un linguaggio chiaro per gli spettatori. Non mi voglio rivolgere solo i tecnici, ma anche alla classica “famiglia” che alla domenica segue con passione le gare. Soprattutto voglio trasmettere l’entusiasmo e l’energia che provo osservando da vicino il mondo delle corse.

Un pronostico sul mondiale. La Ferrari vuole cancellare la sfortuna con un finale di stagione ruggente: può ancora rimediare agli errori commessi nelle ultime gare o Hamilton ha il titolo in tasca? Sono ottimista. La scorsa stagione, in tempi non sospetti avevo pronosticato la vittoria di Raikkonen nonostante fosse in netto ritardo in classifica. Quest’anno la Ferrari può ancora rimontare. Credo anche che Stefano Domenicali meriti assoluta fiducia e che alla fine il grande lavoro fatto dalle “rosse” potrà essere premiato.

Se lo dice lei, ci sarà da crederci. Nel frattempo continueremo a seguire l’unica inimitabile giornalista-pilota.

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