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Parma Film Festival 2026: Gifuni, Caprino, Bollani e 8 anteprime per la 29ª edizione

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Fabrizio Gifuni, Guido Caprino, Amanda Sandrelli, Maurizio Nichetti e un gran finale con Stefano Bollani: il Parma Film Festival torna dall’14 al 24 novembre con la sua 29ª edizione, portando in città 8 anteprime, premi, masterclass e omaggi ai grandi maestri del cinema italiano. La manifestazione, organizzata dal Comune di Parma e dal Circolo del Cinema Stanley Kubrick, è stata presentata all’APE Parma Museo.

Ad aprire il festival il 14 novembre sarà Fjord di Cristian Mungiu, mentre la preapertura — già sold out — ha visto protagonista Kasia Smutniak con il suo Mustang. Il programma delle anteprime è tra i più ricchi delle ultime edizioni: in cartellone Coward di Lukas Dhont, Rose di Markus Schleinzer, La venere elettrica di Pierre Salvadori, Il caso Marie Claire di Yvo Muller e Lauriane Escaffre, Il canto della foresta di Vincent Munier e Storie Parallele di Asghar Farhadi. Per i più piccoli spazio al fantasy con Wildwood – I segreti del bosco proibito, il film in stop-motion diretto da Travis Knight e prodotto da LAIKA Studios: un’opera realizzata in oltre 15 anni, dichiaratamente lontana dall’uso dell’intelligenza artificiale.

I premi: Gifuni per Portobello, Caprino e Gili

Il momento più atteso sul fronte dei riconoscimenti è la consegna del Premio Miglior Serie TV a Fabrizio Gifuni per Portobello di Marco Bellocchio. La miniserie, basata sul libro di Enzo Tortora Lettere a Francesca, ha debuttato a febbraio su HBO con Gifuni nei panni del conduttore televisivo vittima di uno dei più noti casi italiani di malagiustizia. L’attore sarà anche protagonista di una masterclass aperta a studenti e appassionati.

Il Premio Maurizio Schiaretti 2026 va invece a Guido Caprino, volto noto del cinema e della televisione italiana — da Noi Credevamo a I Medici — con proiezione di Una storia, esordio alla regia di Anna Foglietta in cui Caprino recita accanto ad Alba Rohrwacher. Il Premio Roberto Campari 2026, alla quinta edizione con il sostegno di Fondazione Monteparma, è assegnato al critico e storico del cinema Jean A. Gili, professore emerito all’Université de Paris I-Panthéon-Sorbonne e autore di numerosi studi sul cinema italiano.

Visconti, Bertolucci, Perpignani: gli omaggi ai maestri

Il 2026 segna il doppio anniversario di Luchino Visconti: 120 anni dalla nascita e 50 dalla scomparsa. Il festival gli dedica un convegno in due giorni all’APE Parma Museo, con la proiezione di Le vie della recherche di Giorgio Treves e la presentazione del volume Tutto Visconti di Piero Spila e Jean A. Gili. Tra i restauri a cura della Cineteca di Bologna figurano Bellissima e La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini, vincitore del Premio Venezia Classici all’83ª Mostra del Cinema.

Spazio anche a Bernardo Bertolucci con il documentario del 1976 di Gianni Amelio Bertolucci secondo il cinema, e a Roberto Perpignani, maestro italiano del montaggio, che interverrà alla proiezione del documentario a lui dedicato insieme al regista Marco Chiarini e al montatore Cristiano Travaglioli.

Documentari, territori e storie dal mondo

Il programma dei documentari porta il pubblico dalla British Columbia al Sahara Occidentale. Custodi della Memoria – La natura al tempo del fuoco di Francesco Conversano e Nene Grignaffini racconta le testimonianze dei popoli indigeni canadesi di fronte agli incendi che tra il 2023 e il 2025 hanno devastato quasi 5 milioni di ettari. La leggenda del deserto di Elisabetta Giannini porta invece sullo schermo l’esilio forzato del popolo saharawi.

Torna l’Argentina con Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, che sarà presente in sala: il film segue il sopravvissuto Mariano Guerra nel suo ritorno per testimoniare al processo contro gli ex militari della dittatura. E torna l’Italia con La bolla delle acque matte di Anna Di Francisca, ambientato a Castelluccio di Norcia dopo il terremoto del 2016, con Fausto Russo Alesi nei panni del sindaco che resiste alla burocrazia e alle difficoltà della ricostruzione. Entrambi i registi saranno presenti alle proiezioni.

Masterclass, libri e il Premio Anna Mattioli

Le masterclass sono tra i momenti più attesi per studenti e appassionati. Oltre a quella con Gifuni, il festival ospita incontri con il produttore Carlo Cresto-Dina — fondatore di tempesta e autore di È un’impresa fare un film (Einaudi) — con il critico Roy Menarini, con l’attrice e regista Amanda Sandrelli e con il collettivo Eki, rappresentato dalla direttrice della fotografia Camilla Cattabriga e dalla regista Caterina Biasiucci.

Le presentazioni editoriali completano il quadro: dalla monografia su Maurizio Nichetti curata da Pedro Armocida e Gabriele Gimmelli al saggio Monica Vitti di Giulia Simi (Carocci), dalla riedizione di Ugo Mulas (Electa) a cura di Arturo Carlo Quintavalle al volume su Visconti. Nichetti presenterà anche il suo Occhi aperti. L’avventura di un sognatore (La nave di Teseo) e introdurrà la proiezione di Ladri di saponette.

Torna per il terzo anno il Premio Anna Mattioli, dedicato alla filantropa parmigiana scomparsa nel 2022. Il concorso premia cortometraggi e documentari sul tema della cura dei bambini fragili. Sei i finalisti di questa edizione, provenienti da Italia, Canada, Regno Unito e Kazakistan. La giuria è presieduta dal neuroscienziato Vittorio Gallese dell’Università di Parma. La cerimonia di premiazione è in programma sabato 21 novembre.

Cinema emiliano-romagnolo e gran finale con Bollani

La rassegna Paesaggi in movimento: cinema d’Emilia-Romagna propone opere di autori legati al territorio, tra cui La guerra di Yevhen del fotoreporter Marco Gualazzini — realizzato con Daniele Bellocchio — e Mondo Matto di Vincenzo Picone e Maddalena Tasca, ispirato alla figura di Mario Tommasini, attivista politico e protagonista della riforma psichiatrica italiana.

Il festival chiude con Tutta Vita, docufilm sulla residenza artistica a Gorizia che ha riunito il pianista Stefano Bollani con alcuni tra i più importanti musicisti jazz italiani. Alla proiezione sarà presente anche la regista Valentina Cenni. Un finale in musica per una edizione che, come ricorda il manifesto ufficiale firmato dall’artista parmigiano Luca Soncini, guarda alla tradizione con occhi pop: protagonista una donna bionda su un’altalena, omaggio all’iconica Sandra Milo in Giulietta degli spiriti di Fellini.

La maggior parte degli appuntamenti è a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Informazioni e programma completo su www.parmafilmfestival.it.

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