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Parchi divertimento italiani: 20 milioni di ingressi nel 2025, cresce la spesa pro-capite

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I parchi divertimento italiani tengono dopo l’anno record. Nel 2025 il settore ha registrato 20.644.866 ingressi e una spesa del pubblico per l’acquisto di biglietti pari a 306 milioni di euro, confermando la solidità di un comparto che nel 2024 aveva toccato i propri massimi storici. Lo attestano i dati del Rapporto Annuale SIAE, pubblicati il 6 luglio 2026 da AssoParchi, l’associazione di categoria del settore.

Rispetto al 2024 si registra una lieve flessione: gli ingressi calano del 2,2% e la spesa complessiva dello 0,2%. Due fattori pesano sul confronto: l’eccezionalità dell’anno precedente, il migliore di sempre per il settore, e il clima piovoso che nella prima parte dell’estate 2025 ha penalizzato le presenze da nord a sud. Il quadro, però, non è negativo. La spesa media per visitatore cresce del 2% e l’incasso medio per giornata di apertura sale dell’1,4%.

La spesa pro-capite come indicatore strategico

Luciano Pareschi, presidente di AssoParchi, legge nel dato sulla spesa media un segnale di maturità del mercato: Il settore si sta indirizzando verso un modello più evoluto, già consolidato nei grandi parchi internazionali, in cui la crescita non si misura soltanto in termini di volumi, ma nella capacità di migliorare il valore dell’esperienza. Food & beverage, merchandising e priority pass diventano leve per diversificare i ricavi e rispondere a una domanda sempre più orientata alla personalizzazione. Pareschi sottolinea anche una specificità italiana: Rispetto all’estero, in Italia il prezzo del biglietto resta decisamente più contenuto: una scelta che consente di preservare l’accessibilità dei parchi e di mantenerli aperti a un pubblico ampio.

Il settore conta circa 300 strutture su scala nazionale, ma la distribuzione è fortemente polarizzata. Alcuni grandi parchi muovono ogni anno milioni di visitatori e si qualificano come attrattori turistici a tutti gli effetti. Tra i campioni citati dal rapporto SIAE figurano Gardaland, Mirabilandia, Leolandia e Aquafan di Riccione al nord, MagicLand e Zoomarine nel Lazio. Più frammentato il quadro al sud, con l’eccezione di Etnaland in Sicilia.

I 50 parchi più visitati crescono controcorrente

In controtendenza con la media nazionale, i 50 parchi più visitati d’Italia nel 2025 registrano una crescita dello 0,7% del pubblico rispetto al 2024. A sostenerli contribuisce anche il piano di investimenti triennale 2025-2027 da 500 milioni di euro, che già nel primo anno si è tradotto in nuove aree tematiche, attrazioni, tecnologie immersive e soluzioni green.

La stagionalità resta un elemento strutturale del settore. Agosto guida per numero di visitatori e ricavi, ma emergono segnali interessanti nei mesi di spalla. Giugno segna un +26,8% negli ingressi e un +32,1% nella spesa rispetto al 2024. Ottobre, trainato dall’offerta Halloween, conferma il proprio primato sulla spesa media pro-capite più alta dell’anno: +9,5% negli ingressi e +28,5% di spesa. Dicembre, con le tematizzazioni natalizie, registra +12,1% di visitatori e +31,1% di spesa.

Il Veneto guida la geografia del settore

La distribuzione geografica conferma il ruolo trainante del Nord-Est. Il Veneto è la prima regione per presenze, con il 23% del totale nazionale, e rappresenta il 35,4% della spesa complessiva. Seguono Emilia-Romagna e Lombardia al 18,5% e il Lazio al 14,7%.

Sul fronte dell’offerta, il numero degli impianti attivi è cresciuto del 17,1%, passando da 252 a 295 strutture distribuite in 243 comuni. Maurizio Crisanti, direttore di AssoParchi, commenta: Il visitatore non acquista soltanto un biglietto, ma una giornata di relazione e intrattenimento, in grado di generare ricordi positivi. E aggiunge: Chiediamo alle istituzioni di riconoscere pienamente il ruolo dei parchi divertimento come infrastrutture turistiche, culturali e sociali del Paese.

Il comparto genera 8 miliardi di euro di indotto e coinvolge direttamente 25.000 lavoratori tra fissi e stagionali, che salgono a 60.000 considerando l’intera filiera.

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