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Padre e figlia, pittura e fotografia. Arte “sottozero”.

[oblo_image id=”1″]Giovedì 9 ottobre alle 18.30 alla Fondazione Maimeri di Milano si inaugura la mostra “sottozero” nata dall’incontro artistico fra la pittura di Carlo Broglia e le fotografie della figlia Carlotta Broglia.

L’esposizione presenta 24 tavole a olio con encausto e 18 immagini fotografiche in bianco e nero, scattate nel 2007 a Ground Zero. Esordio artistico per il pubblicitario Carlo Broglia mentre per Carlotta è un ritorno in Italia dopo numerose collettive e personali tra Barcellona e Milano.

Dipinti e fotografie. Opere e tecniche diverse ma in sintonia sul piano comunicativo e emozionale. Nei quadri il soggetto è il faro, inserito all’interno di paesaggi naturali, tra ghiacci, mari e nevi, in cui è assente la figura umana. Anche negli scatti della figlia Carlotta, che si concentrano sul vuoto del World Trade Center non c’è l’uomo. Fari e grattacieli. “sottozero” «evoca luoghi e temperature ghiacciate sia reali che psicologici – scrive Elisabetta Longari nell’introduzione al catalogo della mostra – Mette a confronto due diversi tipi di solitudine dominati dalla presenza e dalla mancanza dell’edificio verticale, la cui funzionalità e verticalità stessa è un continuo rimando alla figura umana. Il faro, soggetto prediletto per il pittore Broglia, e il grattacielo, che la fotografa Broglia immortala come simbolo di presenza e assenza simultanea. Due elementi che altro non sono se non due varianti della figura archetipica della torre, costante antropologica della nostra cultura e massima espressione di elevazione e caduta. La torre, così come il corpo umano eretto, rappresenta una sfida alla natura, all’orizzontalità della linea metafora di stabilità e riposo della terra».

Il legame dei due lavori nasce dalla scelta di focalizzare l’attenzione su elementi artificiali all’interno di paesaggi. Il concetto chiave dell’incontro artistico risiede nella solitudine di questi elementi contestualizzati all’interno della realtà circostante ma allo stesso tempo decontestualizzati da questa.

«La solitudine del faro – sottolinea la Longariimmerso nella luce nordica, malinconica e lunare della neve, è insita nella sua stessa funzione, coadiuvante per l’occhio umano, ma pur sempre segnale architettonico. Così come la solitudine del grattacielo è contraddizione della natura stessa delle strutture urbane costruite per essere alveari umani». Il crollo delle Torri Gemelle ha lasciato un vuoto e una ferita profonda e palpabile nello sky-line di una metropoli dinamica come New York ma l’intenzione che anima l’artista non è di mera denuncia dei fatti dell’11 settembre. E’ un progetto sullo spazio, sui contorni di un luogo e su un vuoto materico. E’ una riflessione sull’esistenza. Le sue fotografie danno allo spettatore la possibilità di creare proprie immagini. Il vuoto, lo spazio diventano luogo di scenari nuovi e sempre diversi, voluti da chi guarda e non, da questi, passivamente “subiti”. Lo stesso concetto viene ripreso dal pittore Broglia: il faro è segno di presenza umana pur non essendo essa visibile e i ghiacci non rappresentano l’immobilità del tempo, ma una semplice sospensione dello stesso.

Per la realizzazione delle tele Carlo Broglia predilige la tavola, la costruzione a matita del disegno e la stesura del colore a olio con l’encausto (a base di cera) utilizzando tre colori: il blu oltremare, il bruno Van Dyck, il bianco e una punta di magenta e ocra. Le immagini fotografiche di Carlotta Broglia in bianco e nero e su pellicola per rendere meglio i valori materici e espressivi.

Carlo Broglia nasce a Milano nel 1945. Dopo gli studi a Brera, varie esperienze in studi di architettura e grafica, entra in pubblicità come art director. Nel 1971 fonda la sua agenzia con la quale lancia i marchi Lacoste e Adidas. Nel 1985 entra in società con il gruppo Omnicom DDB quotato a Wall Street e guida per vent’anni, in Italia, un gruppo di dieci società di comunicazione che lavorano per le principali multinazionali di largo consumo. Collabora con Milton Glaser, viene nominato presidente dell’associazione Assap e consigliere di Pubblicità Progresso. Pubblicitario per professione, musicista per passione (ha frequentato il conservatorio), artista per vocazione, esordisce come acquerellista, ritraendo natura e paesaggi innevati. Ha lavorato presso la bottega dei maestri Ettore Maiotti e Luisella Lissoni, con cui ha esposto alla Galleria Bolzani.

Carlotta Broglia nata a Milano nel 1980 vive a Barcellona dal 2005. Una passione per l’arte, nelle sue molteplici forme e espressioni, che sviluppa e affina sin dall’adolescenza frequentando numerosi corsi di pittura, scultura, fotografia alla Blake Collage Accademy di Londra, a Brera, nel laboratorio Nicoli di Carrara. Studia regia cinematografica con Leonid Alekseychuck e fotografia artistica con Luca Pagliari. Dal 1998 la sua ricerca artistica si completa con la musica: pianoforte, flauto dolce e traverso. Nel 2003 partecipa al Cantiere D’Arte di Remo Salvatori. Ha presentato diverse mostre personali e partecipato a collettive tra Milano e Barcellona.

“sottozero” di Carlo e Carlotta Broglia
Fondazione Maimeri, Corso Colombo 15 – Milano
Dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle ore 19
Ingresso gratuito
Per info: 02 87391016

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