[oblo_image id=”2″] “Papà, spiegami a cosa serve la storia”. Da questa domanda apparentemente banale di un bambino, inizia la lunga riflessione che è alla base di Apologia della Storia di Marc Bloch. Un’opera tragicamente interrotta dalla cruenta morte dell’autore prima torturato e poi fucilato da un plotone delle SS il 16 Giugno 1944. Ma la versione giunta fino a noi mantiene tutta la sua forza analitica scoprendosi attuale a distanza di oltre sessant’anni.
Il punto di partenza è la definizione di storia come scienza viva, fatta dagli uomini: chi si limita ad incasellare date o numeri può aspirare al massimo al titolo di antiquario, lo storico al contrario si immerge nella realtà e filtra ogni avvenimento attraverso la sua sensibilità. Proprio per questo se è vero il tradizionale clichè secondo cui conoscere il passato aiuta a comprendere il presente parallelamente bisogna vivere il presente per capire il passato: lo storico procede a ritroso dal fotogramma più vicino a quello più lontano. Ma in questo continuo lavoro di indagine, gli storici o i giornalisti devono evitare un pericolo quanto mai serio: volersi ergere a giudici. Stabilire buoni o cattivi è iniquo e limitante. La tavola dei valori morali cambia nel tempo impedendo ogni raffronto e soprattutto il pronunciarsi interrompe la ricerca. Lo storico, invece, non ha la pretesa di incensare o biasimare ma quella di comprendere: concatenando eventi, cercando testimonianze, trovando nessi causali.
E un attento lavoro di indagine prevede anche l’analisi delle fonti. Appurarne la veridicità oppure scoprire le ragioni di un falso. Negligenza, turbamento emotivo dell’autore o consapevole volontà di interpolare, abbellire, ritoccare la realtà dei fatti. Pagine straordinarie che si adattano facilmente anche alla più pura etica giornalistica e che potrebbero essere tenute con cura come vademecum dal mondo dell’informazione. In fondo, riportando la chiosa del libro “le cause non si postulano. Si cercano”.
Marc Bloch (Lione 6 Luglio 1886 Saint Didier de Formans 16 Giugno 1944)