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Morgan show: l’ex Bluvertigo live al Musicdrome

[oblo_image id=”1″]Pochi giorni a Natale. Fuori freddo pungente e luci. Dal palco ombre soffuse e il calore di una sigaretta accesa. La situazione ideale per Marco Castoldi, in arte Morgan (ex leader dei Bluvertigo), per rinnovare alla sua platea milanese l’ascolto del suo ultimo album “Da A ad A”, uscito quest’estate e dal sapore squisitamente intimista e cantautorale. Piccoli rocker crescono, si potrebbe dire, anche se Morgan tanto giovane non lo è più e il suo talento da solista lo ha già dimostrato con il suo primo album “Canzoni dell’appartamento”, che gli ha valso il Premio Tenco, la sua prima colonna sonora, “Il siero delle vanità” (2004), dell’omonimo film di Alex Infascelli e con il sincero e coraggioso rifacimento, nel 2005, dell’album di De Andrè “Non al denaro, non all’amore né al cielo”, del cui tour personalmente ricordo, con commozione e sincero stupore, il live tenuto a Milano, nell’affascinante cornice del cimitero monumentale. Di materiale per un live di tutto rispetto ce n’è in abbondanza; come se non bastasse, il buon Morgan è solito fare cover di eccellenza, dai Depeche Mode a Bowie, suo prediletto, talvolta ospitando anche il suo ex collega Andy, tanto che spesso si è pensato a una imminente reunion, più volte smentita.Tuttavia la gente continua a sperare.

***image***A fare da spalla a Morgan ci saranno i bravi Stardog ( Manuel, voce; Alberto, piano e tastiere; Stefano, batteria; Alberto, chitarra; Simone, basso), gruppo milanese molto conosciuto nell’hinterland, con all’attivo un Ep (2004, “Venid a ver la sangre por las calles!”) e un disco, reperibile online su http://www.virus4.it/(2005, “Come una febbre mi brucerà”), entrambi autoprodotti. “Duende noir. Musica dello spleen. L’Amore e la donna, la violenza e la malinconia, il calore e l’ossessione, i fantasmi e la notte, il nero e l’amicizia, le occasioni perse e quelle trovate, i demoni e la musica…Strade Perdute nel Cielo Sopra Berlino. Cinque ultimi romantici”, questa la definizione degli Stardog, fatta da loro stessi. Per saperne di più, la breve intervista a Manuel, frontman del gruppo sarà illuminante sul tipo di musica e live atteso per la serata.

Un Ep e un disco all’attivo, per altro vincitore, nel 2005 del Premio Mei a Faenza come miglior disco autoprodotto. Numerose date su e giù per la Lombardia, con frequenti trasferte, una anche all’estero (Vienna nell’estate 2006). Qual è il resoconto di questi anni di onorata carriera di “cani stellari”?
Direi che sicuramente il resoconto va scisso in due parti. Quella strettamente personale e quella oggettiva. Per quanto riguarda quella personale, sono mediamente soddisfatto di alcuni traguardi raggiunti (la data all’estero cui accennavi, alcune aperture di concerto prestigiose, altri concerti riusciti particolarmente bene, oltre a collaborazioni illustri che abbiamo avuto il piacere di avere: Andy dei Bluvertigo, Davide Arneodo dei Marlene Kuntz, Amaury Cambuzat degli Ulan Bator, Howe Gelb dei Giant Sand) e, cosa credo più importante, di alcune canzoni e di alcuni testi che ho scritto nonché delle cose che ho imparato come musicista. Di altre cose meno, ma credo sia giusto così: non vorrei
essere arrivato al mio massimo di capacità/bravura artistica così presto!

Per quanto riguarda la parte oggettiva, beh il bilancio è un po’ sotto il pareggio. Senza aver paura di sembrarti un esaltato, credo che avremmo probabilmente meritato di più, in termini di riscontri. Di gavetta se n’è fatta parecchia, e penso che sarebbe ora di passare un po’ alla cassa a riscuotere… Vedremo!

Tanto per essere banali, ti va di fare un breve e triste commento sul panorama musicale “indie” italiano? E a proposito, quanto sono “indie” gli Stardog?
Eh… mi chiedi di essere breve con un commento sull’indie??? hai voglia! Ci provo: diciamo che il panorama musicale indie italiano, ammesso che esista, a me non fa impazzire, eccettuati direi Disco Drive e A Toys Orchestra. Gli artisti per me fondamentali, del resto, di indie hanno (avuto) ben poco: penso a Nick Cave, David Bowie, ai Bauhaus, ai Depeche Mode, a Tenco, eccetera. In ambito italiano, Marlene Kuntz, Afterhours o Bluvertigo. E poi bisognerebbe chiedersi cosa vuol dire “indie”. In realtà gli unici che forse oggi hanno tutti i diritti di dirsi indie sono gli Einstürzende Neubauten, che si fanno i dischi pagandoseli da soli e grazie alle libere sottoscrizioni dei fan. Detto questo, no, gli Stardog non sono indie, né come proposta musicale né, soprattutto, come attitude. Sono stato troppo lungo?

La dimensione live per voi è essenziale e il palpabile affiatamento sul palco dimostra anni di esperienze vissute insieme. C’è qualcosa che credi sia ancora da perfezionare?
Oh, assolutamente! Dobbiamo (e per fortuna!) ancora migliorare parecchio. Diciamo che la disciplina è il peggior nemico del musicista, ma che però il cedere terreno a questo nemico a volte lo si paga, e il fianco che si presta è proprio quello del live…

A proposito di live, aprirete il concerto di Morgan al Musicdrome; è un attestato di stima reciproca o una semplice occasione fortuita?
Beh, Morgan è sicuramente tra i musicisti che più ammiro. Diciamo che l’apertura del suo concerto è stata una opportunità che ci è stata concessa, e che ci piacerebbe onorare al meglio. E’ una data che comprensibilmente sentiamo molto, e sento che non sfigureremo. Con lui ci si conosce di vista, ma non credo conosca le nostre ultime cose, però credo che potrebbero non fargli schifo.

Dulcis in fundo. Voci di corridoio dicono di una vostra imminente firma con una casa discografica parecchio blasonata. È la vostra occasione d’oro, con le dovute scaramanzie del caso: cosa ti aspetti per il futuro?
Beh, dire che la cosa è imminente vorrebbe dire andar proprio contro quella scaramanzia che tu dicevi. Diciamo che ci sono dei contatti molto avviati con delle case discografiche, e che alcuni di questi contatti sono a un punto maggiore di altri, come affinità. Per ora noi non possiamo che incrociare le zampe. Nel caso le rose fioriranno, quello che mi aspetto è semplicemente la possibilità di esser messo in condizione di far arrivare la mia musica a più orecchie di adesso, e di poterla anche valorizzare meglio dal vivo. Ma davvero ora è ancora troppo prematuro parlare di cose concrete!

L’appuntamento è il 22 Dicembre al Musicdrome (ex Transilvania Live), ore 20,30. Il prezzo dell’ingresso è 17 euro. Per informazioni http://www.musicdrome.it/; http://www.marcomorgan.it/; www.myspace.com/marcocastoldi; http://www.stardogband.com/; www.myspace.com/stardogband.

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