Mario Adinolfi è stato arrestato con l’accusa di truffa ed evasione fiscale. 55 anni, romano, un profilo pubblico sempre molto visibile con la passione per la polemica, ma anche per il tavolo verde. E’ un personaggio ‘larger than life’ come dicono gli americani.
Il gioco è una delle sue ‘debolezze’, raccontate nel “Mario Adinolfi Italian blog”, in cui ha descritto la sua vita di giocatore professionista di poker. Una attività che per sua stessa ammissione gli ha procurato negli anni ingenti guadagni.
Ma per il grande pubblico Adinolfi – figlio di un attore e dirigente pubblico e di un’immigrata australiana – è soprattutto il volto di un cattolicesimo ‘battagliero’ sempre in prima linea per la difesa di valori come quello della famioglia tradizionale. Laureato alla facoltà di Lettere presso La Sapienza di Roma, ha iniziato da giovane a scrivere per i quotidiani cattolici Avvenire, Europa, Il Popolo, La Discussione, nonché per la Radio Vaticana. Giornalista professionista dal 1997 al 2001 ha lavorato presso il TG1 poi è stato autore e conduttore di programmi radiofonici e televisivi. Dopo un primo matrimonio – giovanissimo – ha divorziato e nel 2013 si è risposato a Las Vegas.
Decisamente vivace la sua carriera politica in cui Adinolfi ha militato dapprima nella Democrazia Cristiana e poi nell’area centrista del centro-sinistra. Nel 1993 divenne il più giovane membro dell’Assemblea costituente del Partito Popolare Italiano. Nel 1994 venne eletto presidente nazionale dei Giovani popolari, quindi diventò membro dell’esecutivo nazionale del PPI. Nel 2001 fondò il movimento ‘Democrazia Diretta’, con il simbolo della chiocciola, con cui si candidò a sindaco di Roma alle elezioni amministrative del 13 maggio 2001 ottenendo appena 1 587 voti (0,1% dei consensi) ed appoggiando al secondo turno l’elezione di Walter Veltroni. Nel 2006 fondò l’associazione per il Partito Democratico “Generazione U”, animata da alcuni blogger under 40 di centrosinistra.
Nel 2007 si è cadidato alla guida del Partito Democratico, con la lista ‘Generazione U’, ma raccogliendo alle primarie solo 5.906 voti ma entrando di diritto nell’assemblea costituente del partito, che lo elesse tra i cento componenti della commissione che ne scriveva lo statuto. È stato membro della direzione nazionale del PD, e vicedirettore di RED TV. Alle elezioni politiche del 2008 si è candidato alla Camera con il PD nella circoscrizione Lazio 1, risultando primo dei non eletti. Nel 2012 è diventato deputato subentrando a Pietro Tidei, dimissionario in quanto eletto sindaco di Civitavecchia. Il 28 settembre 2011 l’addio al Partito Democratico, in dissenso con Bersani, per poi appoggiare la candidatura di Matteo Renzi.
Un momento di svolta arriva nel 2016 con la fondazione del movimento ‘Il Popolo della Famiglia’, ispirato ai valori cristiani, che però non ha raccolto alcun risultato elettorale di rilievo. Nel 2022 fonda la coalizione Alternativa per l’Italia con Simone Di Stefano, ex-vicepresidente del movimento di estrema destra CasaPound, con un programma di opposizione radicale alle politiche del Governo Draghi, al Certificato COVID digitale dell’UE e anti-atlantista. Anche qui però scarsi risultati nelle urne. La sua visibilità è soprattutto legata alla campagna in difesa di Israele e di un cattolicesimo militante, che appena pochi giorni fa lo ha visto in piazza per una manifestazione contro quella che è stata definita ‘l’invasione islamica’, senza nascondere una forte attenzione alle politiche del generale Roberto Vannacci.