L’arte emiliana del Cinquecento in mostra alle Scuderie del Quirinale

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DanaeSi è conclusa lo scorso fine settimana alle Scuderie del Quirinale, registrando un’ottima affluenza di pubblico, la mostra Correggio e Parmigianino. Arte a Parma nel Cinquecento. Un’esposizione particolare, che ha permesso un confronto diretto fra le opere degli emiliani Antonio Allegri e Francesco Mazzola (soprannominati appunto rispettivamente “il Correggio” e “il Parmigianino”).

Grazie al loro indiscutibile talento a quell’epoca Parma divenne un rinomato centro artistico, in grado di competere anche con città molto più grandi e ricche come patrimonio culturale, quali Roma, Firenze e Venezia.

Fra i due pittori emiliani, però, esistono delle differenze di stile abbastanza evidenti, dovute probabilmente al proprio percorso formativo variegato. Correggio, per esempio, ebbe la fortuna di fare esperienza in altre città d’Italia, stabilendosi a Parma solo alla fine degli anni Dieci del secolo.

Egli ideò quadri con soggetti religiosi ma anche mitologici, i quali influenzarono nei secoli successivi i Carracci, Watteau, Picasso e tanti altri. Una delle composizioni più celebri firmate da Correggio, del resto, è quella di Danae (conservata alla Galleria Borghese), esplicito omaggio alla cultura greca nonché alla leggenda della dea raffigurata.

Anche Parmigianino ebbe l’opportunità di farsi notare in altri territori, in primo luogo a Roma e a Bologna, con tele di carattere religioso o mitologico, ma forse il genere pittorico grazie a cui egli si distinse maggiormente fu il ritratto. Davvero suggestivo è quello di Antea, collocato nell’ultima sala a chiusura dell’esposizione, che rappresenta una dama dallo sguardo misterioso con un ermellino sulla spalla, oppure quello intitolato La Schiava turca (conservato alla Galleria Nazionale di Parma), sebbene non sia da considerarsi un vero e proprio ritratto perché non ispirato da una dama conosciuta realmente ma da un semplice ideale femminile.

Differenze evidenti fra Correggio e Parmigianino si intuiscono a occhio nudo pure nei disegni: se Correggio utilizzava i fogli per eseguire degli schizzi preparatori per i dipinti, Parmigianino dimostrò molta più passione verso questa tecnica artistica, a tal punto da realizzare anche in questo ambito lavori prestigiosi (alcuni di essi sono stati esposti in una delle sale delle Scuderie al secondo piano).

Infine si può affermare che l’evento sia stato un’occasione per riscoprire artisti della Scuola di Parma (Michelangelo Anselmi, Francesco Maria Rondani, Girolamo Mazzola Bedoli e Giorgio Gandini del Grano), dal momento che erano presenti anche alcune loro tele.

Per approfondire le tematiche della rassegna è disponibile il catalogo pubblicato da Silvana Editoriale.

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