Simone Masotti, architetto friulano con il Parkinson che pedala per ritrovare libertà. Kevin Ferrari, amputato di una gamba che non ha smesso di affrontare lunghi raid in bicicletta. Fabiano Fontanelli, ex professionista e compagno di squadra di Marco Pantani, oggi testimone di un percorso segnato dalla stessa malattia. Giovedì 23 luglio alle 19 Villa Manin ospita A Ruota Libera: i limiti stanno nella mente, serata dedicata al rapporto tra ciclismo e disabilità nell’ambito della mostra Ruota Libera. La bicicletta nell’evoluzione sociale dell’Italia.
L’appuntamento è il secondo di un ciclo di incontri promosso da ERPAC FVG — l’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia — che accompagna la mostra fino al 30 agosto. Il primo aveva messo al centro il grande ciclismo e il lavoro di squadra dietro i campioni. Questa volta il tema è più intimo e personale: come la bicicletta diventa strumento di autonomia, riscatto e consapevolezza per chi convive con una disabilità o una malattia cronica.
Chi sale in sella giovedì sera
Masotti ha raccontato il proprio percorso nel libro In bicicletta sono libero, scritto dopo la diagnosi di Parkinson. Ferrari, invece, ha continuato a pedalare dopo l’amputazione di una gamba seguita a un incidente in moto da enduro, affrontando raid in Italia e all’estero. Fontanelli ha vinto quattro tappe al Giro d’Italia e ha condiviso la squadra con Pantani alla Mercatone Uno: oggi porta la propria esperienza con il Parkinson in incontri pubblici come questo.
Completa il panel Riccardo Mazzetti, attivo nel mondo dell’handbike e dello sport adattato, e Elena Frattolin, presidente del Team Diabete a Ruota Libera, realtà che usa il ciclismo per diffondere consapevolezza sulla gestione del diabete. Modera Barbara Castellini, giornalista de Il Gazzettino.
La mostra e il calendario degli eventi
La serata si inserisce nel programma collaterale di Ruota Libera, mostra curata dal collezionista Mario Cionfoli di Vicenza che espone 62 biciclette storiche e contemporanee. In mostra, tra gli altri, la Legnano di Gino Bartali del 1946, la Colnago di Tadej Pogačar e la bici di Marco Pantani. Il percorso attraversa due secoli di storia sociale e tecnologica, dalla draisina del 1815 fino alle bici in fibra di carbonio con cambio elettronico, con spazio anche al ruolo della bicicletta nell’emancipazione femminile — figura simbolo è Alfonsina Strada, unica donna al Giro d’Italia maschile nel 1924.
Nelle settimane successive sono in programma altri appuntamenti dedicati a protagonisti e storie del ciclismo, tra incontri pubblici, spettacoli e attività per famiglie.
Come partecipare
L’ingresso alla serata è gratuito. I posti sono limitati e la registrazione è obbligatoria tramite Eventbrite. La mostra è visitabile fino al 30 agosto, dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19. Il biglietto intero costa 7 euro; ogni prima domenica del mese l’ingresso è a prezzo ridotto. Informazioni su www.villamanin.it.